“Mafia e mafiosità” è stato il tema dell’incontro che si è tenuto nell’aula magna dell’istituto comprensivo “Giuseppe Di Matteo” di Castelvetrano. L’occasione è stata quella di fornire agli studenti non solo informazioni ma, soprattutto, strumenti critici per riconoscere e contrastare le dinamiche culturali che alimentano il malaffare. «Oggi la nostra scuola ferma la sua normale attività didattica per fare spazio a un esercizio necessario: la memoria», ha detto la dirigente scolastica Vania Stallone. È intervenuto l’assessore comunale Rosalia Ventimiglia. A relazionare sono Rocco Chinnici e l’avvocato Luigi Varotta, che ha guidato gli studenti nella comprensione del confine sottile tra legalità e mafiosità, quel modo di agire fatto di silenzi, favori e complicità quotidiane.
La mattinata si è conclusa con la lettura e l’interpretazione da parte degli alunni, di frasi e pensieri appartenenti alle vittime delle mafie. Gli studenti hanno dato voce a parole che ancora oggi rappresentano un monito e un’eredità morale. «Attraverso quelle frasi — scelte tra testimonianze e dichiarazioni di chi ha pagato con la vita la difesa della legalità — i ragazzi hanno compiuto un gesto di memoria attiva, restituendo dignità e forza a chi non può più parlare. Un momento che ha commosso gli ospiti e che ha reso evidente quanto la scuola possa essere un presidio di legalità e consapevolezza», hanno ribadito i docenti.











