Il 14 giugno si è tenuto al Parco Archeologico di Selinunte, il Festival dei Cori UNITRE della Sicilia – XIV edizione.
Il Coro “DoReMi” dell’Istituto Comprensivo “Giuseppe Di Matteo” di Castelvetrano ha regalato al pubblico un’emozione autentica e profonda, vibrando in armonia con le antiche pietre del Tempio di Hera.
Dietro invito del Dirigente Giuseppe Ancona il coro si è esibito con il consueto entusiasmo e una qualità artistica che ormai lo contraddistingue a livello territoriale. A guidarlo, come sempre, la passione e la competenza della maestra Angela Romeo, affiancata dal prezioso sostegno del docente Giuseppe Aiello.
L’esibizione si è aperta con l’Inno Nazionale, un momento toccante e solenne che ha commosso tutti i presenti, unendo sotto le stelle i cuori e le voci. Ma è stato con Adiemus, brano suggestivo e potente, che la magia ha preso davvero il volo: durante la parte strumentale, il pubblico – incantato – ha interrotto il silenzio con un applauso spontaneo, mentre i bambini eseguivano il gesto delle mani in preghiera, in un’atmosfera quasi sacra.
Poi, è stato il turno del Medley siciliano, un inno alla nostra terra, alle sue radici e alle sue sonorità popolari. Gli spettatori, coinvolti e travolti dall’energia dei piccoli cantori, hanno accompagnato il brano con battiti di mani ritmati, in un crescendo di emozione e partecipazione. Alla fine, un applauso lungo, caldo e sincero ha suggellato una performance indimenticabile.
«È stata un’esperienza e un’esibizione spettacolare» – ha dichiarato con commozione la docente Angela Romeo – «I bambini hanno saputo donare emozioni vere, in un contesto unico, carico di storia e bellezza».
A nome dell’intera comunità scolastica, la Dirigente Anna Vania Stallone ha voluto esprimere parole di profondo orgoglio e gratitudine: «Il coro rappresenta una delle anime più autentiche del nostro Istituto. L’esibizione dei nostri alunni in un luogo tanto simbolico come Selinunte, è prova di talento, disciplina e sensibilità, e per noi motivo di grande fierezza».
Una serata che resterà impressa nella memoria, come un canto antico che si perde tra le colonne doriche e il profumo del mare.
Un inno alla bellezza, alla scuola, alla speranza. E a quella musica che – come un filo invisibile – sa unire generazioni, storie e sogni.

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