Essepiauto

Sarà illustrata, questa mattina a palazzo d’Orleans, la graduatoria definitiva dell’avviso 20 della Formazione professionale per il 2012, dopo aver ottenuto il via libera dalla Corte dei conti.

Un “mega-bando” da 286 milioni per la Formazione professionale siciliana, che proprio da oggi sarà operativo.

Ad incontrare i giornalisti il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, l’assessore per l’Istruzione, Mario Centorrino e il dirigente generale del dipartimento Formazione professionale, Ludovico Albert.

Per l’assessore regionale Centorrino si tratta del “bando della rivoluzione”, così lo aveva battezzato nel giorno della sua pubblicazione provvisoria. Per la prima volta, infatti, il peso economico del Piano formativo non graverà sul bilancio regionale. I fondi provengono dall’Europa (Fondo sociale, Asse II). E la somma complessiva stanziata è di 286.602.073 euro.

Fabrizio Russo, rappresentante sindacale dello Snals Confsal, la pensa diversamente. Ecco cosa ha dichiarato sul giornale online LinkSicilia:

Ho già avuto modo, di esprimere forti perplessità in riferimento alla ‘operazione’ Avviso 20. Al di la dei comprensibili problemi di finanza regionale che pare abbiano indotto il Governo regionale a ricorrere ai fondi europei, ritengo tutta l’operazione una sorta di ‘furbata’, cioè un modo anche piuttosto rozzo di trasferire all’Europa tutte le contraddizioni irrisolte della formazione professionale siciliana. [..]

Diciamolo chiaramente: la politica siciliana, anzi, la mala politica siciliana ben rappresentata dal Governo Lombardo, dopo avere saccheggiato letteralmente la formazione professionale, trasformandola, di fatto, in una sorta di ulteriore costo della politica ha pensato bene in tempi di risorse finanziarie scarse di scaricare il pezzo più debole di questa macchina infernale, cioè i lavoratori. [..]

Di certo sono stati danneggiati i lavoratori ai quali, in molti casi, non sono stati versati i contributi. Per concludere, gli enti della formazione professionale sono stati trattati dalla pubblica amministrazione regionale in maniera diversa da qualsiasi altra azienda siciliana. Anzi direi che sono favoriti rispetto a queste ultime. Ciò di per sé è un vero scandalo, soprattutto se poi si verificano i risultati: in molti casi, infatti, si tratta di aziende tecnicamente fallite che stanno in piedi grazie ai favori della politica e di una pubblica amministrazione molto distratta.

Dopo avere trasformato la formazione professionale nella succursale dei potentati politici siciliani e nazionali, contribuendo alle fortune economiche di taluni e assumendo in campagna elettorale migliaia di disoccupati, ora si scopre che il re è nudo: e cioè che sono finite le risorse, o meglio è finito il tempo di gestire in un certo modo le risorse e, dunque, occorreva e occorre liberarsi dei lavoratori, per altro in parte pure figli di una altra stagione politica. Risultato: hanno buttato a mare migliaia di lavoratori e le loro famiglie tentando di salvare il vero grumo, il tumore del fenomeno, cioè gli enti della formazione professionale, ovvero i centri di spesa con annessi sperperi e privilegi.