Oltre due mila ragazzi hanno invaso, in questi giorni, Marinella di Selinunte e molti di loro portavano dei lunghi dreads in testa. In tutta la borgata se ne parlava da giorni, molti erano diffidenti, qualcuno aveva paura per il “rave party” che avrebbe distrutto parte della borgata.

Erano davvero pochi quelli che credevano in questo evento. Ma i giovani organizzatori del Manuel Dub Festival hanno stupito tutti e carichi di energia e grande spirito organizzativo hanno scritto una pagina della storia di una borgata che troppo spesso si è dimostrata chiusa e diffidente.

I commenti poco piacevoli immediatamente prima dell’evento hanno sottolineato una cultura bigotta e poco aperta alla voglia di fare.

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Eppur stavolta proprio da questi ragazzi che venivano anche dalla Danimarca, dalla Polonia, dal Belgio e da tutta l’italia, noi dobbiamo imparare, imparare che si può stare insieme senza necessariamente stravolgere i luoghi, che si può condividere una passione senza avere invidia della riuscita o meno di un evento, ma soprattutto all’indomani di questo festival, chapeau ad un modo di organizzare che ha lasciato molti davvero sbalorditi, la grande educazione, organizzazione e intraprendenza ha dato vita ad un luogo che nonostante la sua nomea di meta turistica da anni ha sempre mostrato diffidenza e sempre criticato ogni organizzazione di qualunque evento.

Tre giorni di musica ma con rispetto, tre giorni di divertimento ma con estremo senso civico.
Marinella ha respirato giovinezza poiché nonostante l’evento fosse concentrato nel boschetto che si trova nei pressi della meravigliosa spiaggia dell’Acropoli, le strade della borgata durante il giorno erano vive, così i lidi i ristoranti pieni di dreads e orecchini ma anche di calore e voglia di divertirsi. Il titolare di Commerciale Piazza, uno dei fornitori della manifestazione, ci racconta che in oltre 20 anni di eventi nel territorio non aveva mai incontrato una macchina organizzativa tanto efficiente quanto preparata.

Quest’anno eventi come il Manuel Dub e il Selinunte Jazz Festival hanno riunito sotto un unico denominatore, la MUSICA… molti moltissimi anche fuori dalla borgata ci piace pensare che ogni sacrificio dietro ad eventi di questo genere sia in qualche modo ripagato

Il festival Dub è stato possibile grazie all’associazione Manuel Lab, che ormai da cinque anni rinnova questo evento in memoria di un giovanissimo di Mazara del Vallo che ha perso la vita in un tragico incidente e grazie anche alla grande disponibilità dell’associazione Green Hand che ha lavorato per mesi sul progetto “Barraca” grazie al quale la comunità castelvetranese ha potuto nuovamente accedere ad un oasi di pace che si trova a due passi dal mare e all’ombra del Parco Archeologico di Selinunte.

Tra gli artisti dell’evento anche Jah Shaka, uno dei pionieri della musica Dub, affermatosi in Inghilterra nei primi anni ottanta.

Ecco alcune foto dell’evento, appena conclusosi.

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