Niente esche, trappole o servizi segreti nelle ultime interviste rilasciate da Tonino Vaccarino a Filippo Siragusa e Anna Migliorati. Il primo scrive sul Giornale di Sicilia ed è portavoce del presidente della Provincia Mimmo Turano, la seconda collabora con Radio 24.

Ad Anna Migliorati Vaccarino spiega così la natura della corrispondenza (attraverso i cosiddetti “pizzini”) avuta col superboss Matteo Messina Denaro: “Con me ha intrattenuto rapporti epistolari basati soltanto su discussioni filosofiche e religiose, su quello che io reputo essere un bisogno da parte dell’uomo. Il bisogno della fede, che lui dice di non avere ma che proprio per questo manifesti il bisogno di averla”.

Vaccarino lascia quindi intendere che l’obiettivo era quello di convincerlo a costituirsi, ma non entra nel merito dell’ingaggio da parte del Sisde, né parla del progetto di creazione di un’area di servizio presso il parcheggio “Costa Gaia” dell’autostrada A/29, come esca per la cattura del boss.

Ma nell’ordinanza relativa all’operazione Golem 2 , la Direzione Distrettuale Antimafia scrive: << Vaccarino, già dal suo primo interrogatorio, chiariva che, dietro sua iniziativa, si erano svolti diversi incontri con funzionari del Sisde in cui era stato predisposto un progetto che doveva portare, grazie alla sua collaborazione, alla cattura del Messina Denaro.Avviato tale progetto, sempre in costante intesa con i funzionari del Servizio, il Vaccarino era riuscito, ad entrare in contatto con Messina Denaro Salvatore, fratello del latitante, al quale aveva prospettato - come “l’amo giusto perché calato abbocchino i pesci” - un’iniziativa imprenditoriale (“la utilizzazione di Alcamo – Area Costa Gaia dove non c’era area di servizio”) facendo intravedere la possibilità di suoi interventi presso l’ANAS e presso taluni politici>>.

Anche nell’intervista rilasciata a Siragusa non c’è alcun accenno ai servizi segreti, e colpisce la tesi singolare di Vaccarino secondo cui Matteo Messina Denaro sarebbe “prigioniero della schedatura che lo vuole capo assoluto”.

Egidio Morici