Sgarbi SalemiDurante le feste può capitare di andare a trovare dei parenti. La signora Agnese Piraino Leto, moglie di Paolo Borsellino, assassinato dalla mafia nella strage di via D’Amelio, si è trovata ospite a Salemi, presso alcuni parenti della nuora. Ma la notizia della sua presenza in città si sparge in fretta, giungendo alle orecchie di Sgarbi che coglie al volo l’occasione per farla accogliere festosamente da tutta la cittadinanza.

La signora Agnese, in visita al presepe vivente, viene di colpo attorniata da persone che mostrano di voler riabilitare una cittadina per troppo tempo conosciuta come il regno dei Salvo, con in testa un sindaco convinto che la mafia non esista più ed in grado di donare ad una città anonima come tante, quella visibilità quasi televisiva, foriera di un cambiamento a lungo desiderato.

Di fronte a tutto questo, una persona gentile e per bene come la signora Agnese ha avuto parole di riconoscenza e di speranza che non si sarebbe mai sognata potessero produrre un terremoto così esagerato, finendo addirittura sul Corriere della Sera insieme alla proposta di cittadinanza onoraria da parte di sindaco, vicesindaco e assessori.
I fratelli Rita e Salvatore Borsellino apprendono la cosa dalla stampa e, memori dei discutibili comportamenti di Sgarbi, “non certamente limpidi né eticamente corretti, condannato anche per aver definito assassini dei magistrati”, chiedono alla cognata di declinare l’offerta ricevuta.

A Sgarbi la cosa non va giù. Si indigna e minaccia querela “per le gravissime frasi diffamatorie” pronunciate dai Borsellino, che però corrispondono alla realtà. Basta infatti digitare la parola “Sgarbi” su un qualsiasi motore di ricerca e leggere le sue documentatissime disavventure con la giustizia su Wikipedia, la più diffusa enciclopedia on line d’Italia.
Forse rendendosi conto di non poter avere certo la meglio sul piano personale, il “mattatore” di Salemi sposta l’attenzione sul piano sociale: “La città è stata ingiustamente infangata – dice Sgarbi – come si permettono di diffamare la Sicilia? Nessuno è più limpido e trasparente di me. La mia querela nei loro confronti è in difesa mia e della città di Salemi”.
Anche l’associazione dei familiari vittime della mafia invita la moglie del giudice Paolo Borsellino a non prendere decisioni affrettate, riconoscendo il pericolo di una strumentalizzazione “per ripulire l’immagine e la fedina penale di un pregiudicato come Vittorio Sgarbi. L’attuale sindaco di Salemi – aggiunge Sonia Alfano, presidente dell’associazione – è stato condannato per truffa nei confronti di quello Stato che adesso dovrebbe servire ed in primo e secondo grado di giudizio, per aver diffamato il dottor Caselli e l’intero pool antimafia”.

“Io non devo proprio ripulire nessuna immagine” risponde Sgarbi e minaccia di querelare anche Sonia Alfano, definendola un’intimidatrice che, con un atteggiamento oggettivamente mafioso, forse considera Salemi città della mafia. E annuncia anche di dimettersi perché “non si può fare il sindaco in Sicilia, quando si viene minacciati da chi vuole quest’isola ferma, inchiodata al suo stato di minorità”.
Insomma, chi pensa che fare il sindaco in Sicilia potrebbe rilevarsi difficile a causa della mafia magari ha torto, perché le minacce verrebbero addirittura dall’antimafia, dai fratelli di Paolo Borsellino e dalla figlia di Beppe Alfano.
Quest’ultima ovviamente sottolinea che nessuno ha mai pensato, né tanto meno detto, che Salemi sia la città della mafia. “L’invito alla riflessione che abbiamo rivolto ad Agnese Borsellino – dice Sonia Alfano – era semmai motivato dalla caratura del personaggio di Vittorio Sgarbi ed a tal proposito abbiamo ricordato i reati commessi dal sindaco di Salemi. Ai cittadini, che il sindaco vorrebbe ‘offesi’ da noi, esprimiamo invece tutta la nostra vicinanza”.

Nel frattempo il polemista ferrarese fa sapere che l’idea di offrire la cittadinanza onoraria ad Agnese Borsellino non è stata sua ma del suo assessore Peter Glidewell, uomo dalla fedina penale pulitissima, riconoscendo evidentemente che invece la sua pulitissima non è.
Certo, al di là dei comportamenti penalmente rilevanti, esistono anche tante sfumature di opportunità che, in una persona che riveste una carica pubblica, dovrebbero fornire un’importante cornice alla sostanza. Sgarbi però sembra non preoccuparsene e, circa un mese fa, dà il meglio di se stesso in una curiosa intervista del Trio Medusa, parlando delle pale eoliche:
“Uno stronzo di cazzo di 150 metri, piantato per produrre energia che non viene data a nessuno, per cui prendono un milione e mezzo di euro per ogni pala, dando cento euro al sindaco, cornuto, coglione e vittima, che accetta questo eco-risarcimento”.
E quando gli intervistatori rivelano di essere favorevoli alle pale eoliche, la sua finezza inglese arriva all’apice: “Nel culo ve le dovete mettere le pale eoliche! Ma quale energia pulita? Basta spegnere la luce e accendere le candele, imbecille!”
Il critico d’arte, preoccupato per l’inquinamento luminoso, ne ha anche per la città di Gela: “Cosa se ne fanno della città accesa dalle due di notte alle sette del mattino? Perché non si accendono il buco del culo?”. L’intervista termina con un’ultima perla di saggezza intellettuale: “Le pale eoliche sono degli enormi cazzi che stuprano bambini e voi siete tre pedofili mafiosi”.

Forse il sindaco di Gela, Rosario Crocetta, insieme ai suoi cittadini, avrebbe potuto anche offendersi e querelarlo. Ma prima che potesse farlo, Sgarbi annuncia di voler dare la cittadinanza onoraria anche a lui. E dato che è in vena di cittadinanze, ne annuncia una anche per Antonello Antinoro, assessore regionale ai Beni Culturali e una per Tina Montinaro, vedova di uno degli agenti di scorta morti con il giudice Giovanni Falcone.
Dulcis in fundo, sforna altre due cittadinanze onorarie proprio per i fratelli Borsellino. A patto però che siano pronti a riconoscere di non aver offeso lui ma tutta Salemi.
Insomma, pare che la città delle case a un euro si stia lentamente trasformando nel comune delle cittadinanze onorarie. Quanto dovranno aspettare ancora i salemitani, prima che questo potenziale di visibilità possa davvero trasformarsi in un reale benessere?

Egidio Morici
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