abusivismo selinunteUna volta le lotte per la formazione di comuni autonomi partivano dal basso. La gente, consapevole della propria appartenenza e della propria forza economica, si incazzava, si riuniva, dando seguito ad aggregazioni spontanee sempre più allargate.

Oggi, scelte del genere sarebbero decisamente in controtendenza, in una realtà nazionale in cui si cerca di accorpare i comuni più piccoli. Le spinte “secessioniste” però non sono del tutto tramontate.

È il caso di due frazioni del comune di Castelvetrano, in provincia di Trapani: Selinunte e Triscina. Due borgate in corsa per distaccarsi da “Castelvetrano ladrona” e formare un singolo comune autonomo.

La cosa singolare è che la maggior parte dei residenti delle due frazioni apprende la notizia dal Giornale di Sicilia!
A lanciare la raccolta di firme per il referendum “secessionista” è infatti un movimento politico (Liberal Selinunte), con tanto di conferenza stampa, manifesti e foulard al collo stile Lega Nord, ma di colore giallo (come il sole della Sicilia).

Certo, le potenzialità turistiche ci sarebbero, ma i soldi per l’autonomia occorrono subito e le attuali possibilità di autogoverno sono pressoché nulle.
Ma le vie della “lotta popolare” sono infinite, soprattutto se tracciate da una serie di articoli “promozionali” apparsi sul Giornale di Sicilia:
“Marinella e Triscina vogliono l’autonomia: creiamo un nuovo Comune col referendum” (giovedì 31 luglio 2008); “Selinunte Comune autonomo. I castelvetranesi sono “divisi” (venerdì 1 agosto 2008); “Secessione” a Castelvetrano, Firenze: sì al dialogo” (sabato 2 agosto 2008); “Selinunte Comune autonomo. Costituito un comitato per il no” (mercoledì 6 agosto 2008).

L’annunciata conferenza stampa nella piazza principale di Selinunte, inizia davanti ad una trentina di persone, compresi componenti e simpatizzanti del movimento promotore.
È presente anche qualche commerciante, alcuni curiosi e perfino il sindaco di “Castelvetrano Ladrona” con due assessori al seguito.
Vi chiederete: chissà quanti pescatori? Uno.
Il principale ideatore del referendum tiene subito a precisare il carattere provocatorio della sortita e dopo qualche critica di rito sulla tal strada da fare, sulle dune da togliere attorno ai templi greci ed altri suggerimenti per rilanciare l’economia della borgata marinara, dopo l’intervento di qualche astante, viene data la parola al Sindaco.
Il primo cittadino di Castelvetrano sottolinea come possa essere difficoltoso amministrare una città e, dopo aver rivelato che di problemi ce ne saranno sempre perché non si possono risolvere tutti, parla della sua idea per Selinunte: le scale mobili! Dice di “sognare una Selinunte completamente pedonale” dove anziani e bambini potrebbero essere aiutati a spostarsi a piedi.
Certo, in un’ottica di sviluppo commerciale della frazione, le scale mobili danno già l’idea dell’ipermercato. Magari i turisti comincerebbero a spendere di più. Chissà!

Meno idee invece su Triscina, lido degli abusi edilizi con 5000 case nate fuorilegge, di cui 800 talmente illegali da non aver potuto approfittare nemmeno delle leggine ad hoc via via tentate dalla Regione Sicilia. Quasi tutte seconde case di castelvetranesi che, in quanto abusive, non producono un centesimo di ICI per le casse del comune, ma in compenso costituiscono un insuperabile bacino elettorale. E chi le tocca!
Alla fine, il “liberal-secessionista” Alberto Firenze, fondatore del movimento, chiude la conferenza stampa proponendo come sindaco di Selinunte lo stesso Pompeo, attuale primo cittadino Castelvetranese. Questo sì che è dialogo! Al confronto, il Veltroni pre-elettorale è un anarchico insurrezionalista.
Sono cose che capitano. Soprattutto dopo che l’unico consigliere di Liberal-Selinunte (Salvino Gancitano) ha abbandonato il movimento passando ad Alleanza Nazionale.

Egidio Morici
www.500firme.it