Salvatore GiulianoGli studiosi di Salvatore Giuliano parlano di molti scottanti documenti spariti o fatti sparire e tirano in ballo la misteriosa morte del già citato Verdiani e di Pisciotta, il più fidato amico di Giuliano avvelenato nel 1954 nel carcere palermitano dell’Ucciardone.

Esistono peraltro insistenti mormorazioni di morti “sospette” di personaggi vicini o collusi col fuorilegge, senza dimenticare la sconcertante e davvero inquietante uccisione del giudice Pietro Scaglione (avvenuta a Palermo nel 1971) che secondo voci molto attendibili avrebbe interrogato “Asparinu” di persona pochi giorni prima che questi venisse ferocemente soppresso per veneficio, nella quale circostanza il magistrato sarebbe stato informato di verità sconcertanti che avrebbero dovuto essere messe per iscritto nei giorni seguenti, cosa che appunto non si potè fare per l’improvviso avvelenamento del luogotenente di Giuliano.

Si parla anche di interi fascicoli spariti dal Ministero dell’Interno riguardanti dichiarazioni esplosive di Pisciotta in merito al mistero della morte di Giuliano e, sempre a proposito dell’amico fidato del bandito, si dice che Asparinu avesse redatto una sorta di promemoria lunghissimo che sarebbe stato insabbiato e fatto scomparire nel nulla. In sostanza troppi dettagli non fanno che ingigantire una storia che viene a volte presentata come semplice e definitiva.

Perché poi si è deciso di imporre il Segreto di Stato sui fatti di Giuliano fino addirittura al 2016? Perché la tomba di Giuliano è in sostanza un luogo top secret, visto che è stato vietato a chiunque di riesumarne il corpo per un’altra eventuale autopsia? Perché si vocifera a Montelepre e dintorni che Giuliano non sia morto? Perché si mormora di strane allusioni della madre che prima di morire avrebbe fatto capire che il figlio non era appunto morto? Perché si legge in certe pubblicazioni di una misteriosa visita fatta alla madre di Giuliano, quando morì nel 1971, di uno strano personaggio con occhiali scuri che poco dopo aver visitato la defunta sparì verso l’aeroporto di Punta Raisi, lasciato andare dalle forze dell’ordine?

Si sa poi che il Giuliano aveva dei sosia che usava sapientemente per apparire dove non poteva esserci a causa di pericoli in agguato e proprio a proposito di questo argomento qualcuno si sarebbe spinto ad evocare lo scenario apparentemente fantastico della sparizione di uno o due sosia proprio nei giorni conclusivi della vita dell’uomo più ricercato d’Italia. Ci sarebbe poi da indagare sulla questione poco chiara dell’esistenza, a quanto pare, di una seconda entrata-uscita della casa De Maria che non sarebbe stata controllata a dovere dalle forze dell’ordine, un altro tassello che segnala una difficoltà davvero crescente all’inverosimile in tutta questa storia che sembra divenire sempre più leggendaria.


In sostanza i dubbi sono troppi per escludere del tutto che Giuliano sia scampato dalla morte e d’altronde non sarebbe la prima volta che uomini al centro del ciclone riescono a farla franca; a questo proposito diversi studiosi ad esempio non hanno mai sottovalutato l’ipotesi che Hitler sia fuggito dal suo bunker di Berlino e riparato in qualche Stato dell’America del Sud. Persino su Saddam Hussein esistono voci e mormorazioni su presunti sosia che lo avrebbero sostituito nei momenti più difficili della sua carriere politico-militare, specie nei momenti di maggiore scontro con gli Stati Uniti d’America e persino sulla sua morte per impiccagione esistono non pochi che ipotizzerebbero che l’immagine penzolante dalla forca in realtà fotograferebbe un corpo non proprio identificabile come sicuramente appartenente al Presidente irakeno. Non ci si deve dunque sorprendere che anche sul “bandito” Giuliano sia circolata e circoli ancora la leggenda della sua presunta sopravvivenza.

Sono poi davvero molto inquietanti i particolari del rapporto Giuliano-Verdiani, il già citato Capo dell’Ispettorato antibanditismo, che era stato estromesso dal suo incarico dopo la strage di Bellolampo del 19 Agosto del 1949 e sostituito, nella direzione del nuovo Comando Forze Repressione Banditismo (CFRB) istituito dal Ministro dell’Interno Scelba, dal colonnello dei carabinieri Ugo Luca, a quanto sembra appartenente ai servizi segreti italiani.

Ebbene, raccontano le cronache che questo misterioso personaggio era in stretti rapporti col ministro Scelba, che dopo la sua estromissione dalla sua precedente funzione gli propone, subito accettata dall’interessato, la carica di Direttore generale dell’Ispettorato delle Frontiere con sede a Roma, un incarico molto delicato anche nell’evenienza di un già molte volte ventilato espatrio del celebre ricercato.

Anche Verdiani, si dice, apparteneva a qualche apparato dei servizi segreti. Il ministro Scelba, in sostanza, sembra lo richiami per metterlo a giorno di certi segreti ancora caldi riguardanti la strage di Portella della Ginestra e per affidargli l’incarico di mettersi segretamente in contatto con Giuliano per vedere di spingere questi a stilare documenti che scagionino per sempre la politica dall’implicazione più o meno veritiera in questo evento criminoso avvenuto appunto nella piana di Portella il 1 Maggio del 1947.

fonte. mstatus.splinder.com