Le acque dei banchi di Pantelleria rappresentano “un ambiente fragile e indispensabile alla diversità biologica e alla produttività dell’intero Canale di Sicilia”. Quest’area “è incompatibile con ogni forma di ricerca sismica e di trivellazioni“. Con queste motivazioni la commissione Via del ministero dell’Ambiente ha dato parere negativo alle ambizioni petrolifere dell’Audax, compagnia battente bandiera australiana, che da qualche anno aveva messo gli occhi sui fondali siciliani.

Ma non solo: per la prima volta, il ministero non si limita a respingere una richiesta, ma sancisce con forza un “no” che chiude definitivamente la porta a qualsiasi richiesta di trivellazione futura nelle acque dei banchi tra Pantelleria e Favignana, considerati dall’Onu un patrimonio della biodiversità del Mediterraneo.


Un piccolo passo per l’Italia, ma un grande balzo per la salvaguardia dell’ambiente”, esultano le associazioni ambientaliste che tanto hanno lottato per il raggiungimento di questo risultato. “E’ una pietra miliare per la salvaguardia del Mediterraneo – commenta Mario Di Giovanna, portavoce del comitato “Stoppa la Piattaforma” – una vittoria che credo debba asserirsi alle battaglie delle associazioni siciliane che sfruttando la normativa vigente si sono opposte alle trivellazioni”.

La richiesta di permesso dell’Audax comprendeva un’area di 650 chilometri quadrati, che oltre al Banco Avventura, eden sottomarino a 26 miglia dall’isola di Favignana, sfiorava e includeva quelli di Talbot e Pantelleria. Uno dei più importanti ecosistemi del Mediterraneo, nonché area strategica per la riproduzione delle specie ittiche e quindi per il settore della pesca.

fonte. Dario Prestigiacomo e Lorenzo Tondo
per Repubblica.it

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