Si torna a parlare del presunto “furto ai poveri” denunciato lo scorso mese dal Giovanni Nastasi sul giornale “Altamareaweb”.

L’articolo aveva scatenato parecchie polemiche. Alcune foto pubblicate su facebook prima e sul giornale dopo, riprendevano alcuni momenti di una festicciola privata. Tra gli invitati: il Sindaco Gianni Pompeo, l’assessore Nino Centonze, il prof. Francesco Saverio Calcara (ai tempi, vice sindaco), Padre Tortorici.

Ne hanno parlato tutti di quelle foto, l‘indignazione si è diffusa a macchia d’olio e veramente in pochi si son chiesti: ma è davvero possibile che Padre Tortorici, reo di aver portato la pasta, avrebbe potuto mai fare un gesto del genere? Oggi ne parla anche la redazione di Marsala.it.

Ecco le dichiarazioni del Sindaco Gianni Pompeo

Nel mese di agosto dello scorso anno sono stato invitato unitamente agli assessori Nino Centonze, Giovanni Messina Denaro e Felice Errante, ed al consulente per le attività culturali del comune Francesco Saverio Calcara, ad una serata organizzata presso l’abitazione privata della signora Gelsomino.

L’incontro si è aperto con la celebrazione di una messa da parte di Don Gaspare Tortorici, a cui ha fatto seguito un momento di convivialità con la preparazione di una spaghettata – continua Pompeo- nessuno dei presenti ha fatto caso alla provenienza degli alimenti, del resto quando si è invitati a cena, per abitudine, non si controlla la dispensa del padrone di casa.

Sul punto gli scriventi non hanno nulla da temere da altre eventuali sortite “giornalistiche” accompagnate da immagini della serata. Va precisato altresì – afferma il Sindaco- che l’amministrazione non gestisce in alcun modo, né direttamente, nè indirettamente cibo solidale, né lo ha mai fatto in passato.

Questa è la realtà dei fatti, la pura e semplice verità, mentre il resto è bassa speculazione politica, che spesso viene messa in atto con l’approssimarsi delle scadenze elettorali. Apprendo, infatti, che il consigliere comunale Gancitano ha categoricamente smentito di aver apposto la sua firma su un’interrogazione dello stesso tenore presentata in seno al consiglio, lasciando in perfetta solitudine il consigliere Impallari– conclude Pompeo- condanniamo il gesto con fermezza e confermiamo che siamo pronti ad adire le vie legali contro tutti coloro che tenteranno maldestramente di offuscare l’immagine della nostra Amministrazione.


Ecco le dichiarazioni del consigliere Salvino Gancitano (PDL)

Sono rimasto sorpreso nell’apprendere di essere il firmatario di un interrogazione del gruppo consiliare del Pdl ( popolo della libertà), che è stata protocollata presso la presidenza del consiglio comunale di Castelvetrano in data 16 febbraio 2012 con protocollo n° 29. Il collega consigliere Giovanni Impallari mi aveva sottoposto un’altra interrogazione, su temi completamente diversi, che io avevo sottoscritto e firmato senza alcun problema.

Con mio grande stupore, invece, l’interrogazione presentata dal consigliere Impallari e di altra natura e quindi smentisco categoricamente di averla condivisa. Senza voler entrare nel merito dei fatti contestati, di cui non ho contezza, esprimo però la mia solidarietà al sindaco Gianni Pompeo del quale conosco la specchiata onestà, convinto che presto si farà chiarezza sull’accaduto.

Ecco le dichiarazioni di Padre Tortorici alla redazione del noto portale internet

Quel mese mi sono arrivati circa 5 kg di pasta dove non si leggeva la data di scadenza – racconta il prete -. Io l’ho sostituita con altra pasta comprata da me al supermercato. Mi sembrava uno spreco buttarla e l’ho portata all’incontro religioso.

La stessa cosa era successo in altre quattro città, solo che la pasta fu gettata nei cassonetti invece di essere consumata. Il protocollo prevede infatti che quando la data di scadenza non è leggibile, gli alimenti devono andare al macero


Riporto anche un articolo pubblicato nella zona di Matera:

Una busta contenente una decina di confezioni integre di pasta da aiuto comunitario è stata rinvenuta stamane in un cassonetto stracolmo di rifiuti a Bernalda.

La pasta di uno stesso lotto e prodotta da un grande pastificio pugliese etichettata come “AIUTO CE – PRODOTTO NON COMMERCIABILE”. E’ giallo su come sia finita nell’immondizia, considerando che si tratta di aiuti comunitari, e come talipasta comunitaria aiuto Ce non commercializzabile sottoposti a rigidi controlli. I pacchi presentavano, forse per un difetto della stampigliatrice, la data di confezionamento e di scadenza parzialmente non impressa, rendendo così impossibile per il beneficiario capire se stesse consumando un prodotto commestibile o avariato.

Ecco il video segnalato da un lettore:

Adesso vorrei proporre anche io un questionario ai lettori..

Se fossero state pubblicate delle foto di Padre Tortorici mentre gettava la pasta nel cassettore dei rifiuti, cosa sarebbe accaduto?

Lo “sparlio” della gente ci sarebbe stato ugualmente, no?