disastro messsinaLe concause, derivanti dal nubifragio a Messina (Giampilieri, Scaletta Zanclea e dintorni), sono il simbolo del degrado intellettuale (leggasi nichilismo) di un sistema che da anni, nel sud, non riesce a garantire uno sviluppo ordinato, compatibile con l’ambiente e con le caratteristiche geomorfologiche del territorio.

Un rituale che sistematicamente si ripete, poi tutti i soggetti coinvolti dicono tutto regolare: “..è stata una tragica fatalità, ma se fossero arrivati i finanziamenti, avremmo fatto le opere d’accordo con la Protezione Civile, etc. etc…”, così osano ribadire all’unisono.

Purtroppo in Italia tali potenziali condizioni sono diffuse, dicono i tecnici; solo che in Sicilia persiste questa triste realtà precaria, l’impianto normativo regionale non evoluto, norme comunali troppo addomesticate, la Provincia come al solito, non si capisce bene cosa faccia e cosa abbia fatto, per arginare questa ultradecennale deriva.

Sembra profilarsi il concetto che, il disastro è la conseguenza di ripetitive omissioni e negligenze, cause e concause che, sotto la pioggia battente sono emerse con l’oneroso costo di vite umane.

Ma cosa fanno i Sindaci?

Tollerano, per opportunità di consenso e per vari compromessi, rinunciano a rivendicare una programmazione coordinata intercomunale, cosa che comunque avrebbe dovuto farsene carico la Provincia e la Regione.

Vi sono alcuni Comuni che tutt’oggi non hanno il P.R.G., quando ormai nella maggior parte delle Regioni si sviluppa il Piano del Governo del Territorio, concezione più evoluta rispetto al P.R.G., ovvero lo sviluppo socio economico attraverso la pianificazione negoziata.

Indaga la Procura, indaga la Regione, il WWF parla di lottizzazioni pericolose, si parla di abusivismo edilizio e di svariate centinaia di osservazioni al P.R.G., mancanza di controlli etc. etc.; tragica conclusione: 28 morti e 7 dispersi, per cui si scava ancora nel fango.

Da ambientalisti, dobbiamo affermare che latita eclatantemente il rispetto verso la natura, il disordine, l’entropia, il caos; tecnici più burocrati che altro, manipolatori incoscienti di norme, per sostenere anche l’inverosimile, sfiorando l’assurdo ed offendendo ripetutamente la comune intelligenza, con maliziosi inganni.

Dimostrare il contrario è impossibile, le carte ribadiscono gli addetti ai lavori che sono a posto, niente abusivismo, tali affermazioni conclamano una realtà inquietante, purtroppo il risultato finale è il.. DISASTRO.

Quello che è accaduto, è generato da un fenomeno meteorologico eccezionale, ma evento normale e peraltro prevedibile.

La visita del Ministro all’Ambiente, a nostro sommesso avviso, presso i luoghi del disastro è apprezzabile, ma inutile, perché Egregio Ministro non si informa se, quanto il suo ministero produce viene rispettato,

uno per tutti, nella procedura A.I.A. la Centrale di San Filippo del Mela (Me), avrebbe dovuto conformarsi alle prescrizioni della Commissione IPPC, ed invece sembrano emergere soluzioni negoziate, che mettono a repentaglio la salute degli oltre 150.000 abitanti della Valle del Mela e dintorni, che da anni subiscono e patiscono oltremodo, le conseguenze dell’inquinamento atmosferico e del suolo, pagando con malattie croniche respiratorie e diffuse neoplasie, oltre alla risaputa impossibilità di attuare altre forme di sviluppo socio-economico.

Occorre forse aspettare che si concretizzi “il disastro”, per effettuare un’inversione di rotta?

Non solo, sempre nella Valle del Mela o dei Veleni, in quella piccola porzione di territorio, un tempio gioioso esempio di civiltà contadina e bagnata da un invidiato golfo, vi è la Raffineria di Milazzo che sostiene di essere in regola con i livelli emissivi, mentre noi crediamo a ragion veduta il contrario, ed adesso sta per aggiungersi la Centrale e Terminale di compressione Gas Snam a Monforte M.na, che ricordiamo a noi stessi, dovrebbe pompare 76 miliardi di mc. di metano l’anno.

I caduti del Disastro nel Messinese hanno meritato il lutto nazionale, hanno commosso l’intera nazione, proprio per l’evento cruento che scuote le coscienze, mentre i crescenti morti per tumori, per gravi malattie degenerative, sono sepolti nel silenzio e muoiono lentamente giorno dopo giorno, con impotente e cristiana rassegnazione.

Preconizziamo che gli Organi Istituzionali, attuino quanto necessario per garantire la vita ed il normale sviluppo e ci auspichiamo che, se il Ministro viene a visitare questi luoghi, lo faccia preferibilmente per inaugurare processi eco-sostenibili di sviluppo piuttosto che, in occasione di eventi funesti o disastri.

Milazzo – 9 Ottobre 2009

Il Presidente T.A.T.
Dott. Giovanni Marafioti

Il Vice Presidente T.A.T.
Arch. Salvatore Crisafulli