BerlusconiE il premier querela l’Unità.
2 milioni di euro che, in caso di vincita, devolverà all’ospedale San Raffaele di Milano.

A Berlusconi non è andato giù che si scrivesse delle sue frequentazioni con la escort Patrizia D’addario, non è andato giù che si fossero messi in discussione i suoi rapporti col Vaticano e non è andato giù di essere anche solo sospettato di controllare l’informazione in Italia.

Ma forse, più di tutte, lo hanno fatto inviperire le battute sull’impotenza sessuale.
Affermazioni false e lesive dell’onore del premier – spiega il suo legale – presentando l’on. Berlusconi come soggetto che di certo non è, ossia come una persona con problemi di erezione“.

Sembrerebbe quindi che la sinistra se ne inventi una più del diavolo, salvo scoprire che il diavolo queste cose le aveva già scritte su Libero lo scorso 19 giugno a proposito del caso Noemi: “Il Cavaliere è accusato di fare ciò che dubito possa fare: dedicarsi a una sfrenata attività sessuale. Fantasie. Frequento da alcuni anni gli urologi. Questioni di prostata, data l’età“.

Il diavolo in questione è Vittorio Feltri, oggi passato alla direzione del Giornale di Berlusconi e mai querelato dal presidente del consiglio.


Due pesi e due misure? Chi può dirlo.
Ma forse al Berlusca i pesi lo preoccupano poco. A lui interessano di più le misure e come mantenerle.
E siccome è risaputo che il viagra può essere molto utile per coloro che hanno subito un intervento alla prostata, ecco che forse può essere sfatato il pregiudizio secondo cui Silvio vuol fare sempre la parte del superman a letto. Insomma, nel suo caso non si tratterebbe di farmaci per aumentare le prestazioni, ma più semplicemente per riportarle ad un livello simile al periodo pre-intervento.
Certo, se si esagera, poi ci tocca sentire la D’addario dire che il presidente è un toro, confermando per altro le pubbliche dichiarazioni di Silvio sulla sua attività notturna divisa in tre ore di sonno e tre ore di sesso e via ciarpando.

Ma perchè, in caso di vincita, Berlusconi devolverebbe i 2 milioni proprio al San Raffaele di Milano?
E’ in quell’ospedale che nel ’96 Berlusconi fu operato di prostata, ma i motivi della riconoscenza affonderebbero le proprie radici in un periodo molto antecedente: il 1970.
Proprio in quegli anni, parallelamente all’edificazione di Milano 2, nella stessa zona don Luigi verzè aveva realizzato l’Ospedale San Raffaele, ma ben presto i due si accorsero di avere un problema in comune: il rombo degli arei del vicino areoporto di Linate. Quel rumore, oltre ad assordare i futuri degenti del moderno ospedale, avrebbe ridotto il valore degli immobili della nuova città di Berlusconi. Lo slogan commerciale di Milano 2, “Un’oasi di pace ai confini della città“, sarebbe diventato davvero poco credibile.
Tra mazzette e imbrogli vari, questo problema portò alla condanna del direttore generale di Civilavia, per avere arbitrariamente modificato le rotte dei voli di Linate, alle accuse di abuso d’ufficio, omissione d’atti d’ufficio e corruzione per vari personaggi, come il sindaco di Segrate e l’assessore all’ecologia. E nel 1977 lo stesso don Verzè venne riconosciuto colpevole di “istigazione alla corruzione“, anche se tra rinvii e prescrizioni le condanne definitive non arrivarono più per nessuno.

Oggi, a quasi 40 anni di distanza, l’imprenditore del consiglio non dimentica neanche quelli che trasversalmente lo hanno appoggiato nella costruzione del suo impero, figuriamoci quelli che lo hanno sostenuto in modo più diretto. Il problema è che forse ha promesso troppo a troppe persone, magari al di là delle proprie possibilità. Cosa succederà quando Berlusconi non riuscirà più a pagare questa sorta di mutuo?

Egidio Morici
www.500firme.it