Dalla Gran Bretagna arriva la notizia che una grande epidemia di morbillo che ha colpito parte del Vecchio Continente si sta diffondendo anche in quel paese. I nuovi dati indicano oltre il doppio dei casi registrati finora quest’anno, rispetto a quanto già accaduto durante tutto il 2010.

La Health Protection Agency (HPA) ha pubblicato dati che evidenziano che in Inghilterra e nel Galles sono stati 777 i casi confermati in laboratorio nei primi sette mesi del 2011, rispetto ai 374 per tutto il 2010. Nei primi sette mesi del 2010 ci sono stati 208 casi confermati.

La maggior parte delle persone colpite sono bambini e giovani adulti. In molti casi, le fonti dei focolai locali si pensa siano state le persone che hanno viaggiato in Europa in vacanza.

Dopo Francia, Spagna, Germania e Svizzera che hanno subìto importanti focolai nel corso di quest’anno con migliaia di casi registrati, ora l’epidemia si starebbe diffondendo anche nel resto d’Europa, anche se, v’è da dire che in Italia non è dato sapere se la diffusione del virus sia assurta a vera e propria epidemia.

La diffusione di questa malattia potrebbe essere collegata all’abbassamento dei livelli di vaccinazione relativi a morbillo, parotite e rosolia (MPR) a partire dal 1998, quando la rivista scientifica The Lancet pubblicò uno studio sul possibile collegamento con autismo e disturbi intestinali che fu poi ritenuto assai carente e messo nel cassetto e quindi ampiamente liquidato dalla scienza.

Lo studio pubblicato da Lancet ha comunque lasciato una pesante eredità, perlomeno in Gran Bretagna ma non solo, tant’è che molti bambini e giovani tutt’ora rimangono senza protezione poiché non sono mai stati vaccinati, nonostante la ripresa dei tassi di vaccinazione che è prossima ad oltre il 90 % dei nuovi nati in quel paese.


La HPA ha anche riferito che ci sono stati 896 casi di infezione meningococcica nel 2010, una delle cause più comuni di meningite.

In Gran Bretagna, la suddetta agenzia ha pubblicato questi nuovi dati come un avvertimento agli studenti e ai genitori, perché nuovi casi di entrambe le infezioni potrebbero aumentare dopo la riapertura delle scuole e delle università dopo la pausa estiva ed ha consigliato la necessità delle vaccinazioni contro il morbillo ed il meningocco, tant’è che per quest’ultimo vaccino Men C si stima che abbia ridotto i contagi di oltre il 90 per cento dopo la sua introduzione nel 1999/2000, mentre per il ceppo B, attualmente molto più comune, un nuovo vaccino dovrebbe essere approvato dalla Agenzia Europea dei Medicinali (EMEA) entro l’inizio del prossimo anno.

L’ultima grande epidemia di morbillo si è diffusa in Italia, nel 2002, con oltre 40.000 bambini contagiati, più di 600 ricoverati in ospedale, 15 encefaliti e 6 decessi. Pertanto Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, alla luce della mancata pubblicizzazione di dati in merito al possibile rischio di una nuova diffusione della malattia nel nostro Paese, si rivolge al ministero della Salute ed all’Istituto Superiore della Sanità affinché dia numi sull’eventualità di una possibile o non possibile aumento dei contagi ed orienti i cittadini ed in particolare i genitori sulla necessità o meno di provvedere ad una massiccia campagna di vaccinazioni contro tale pericolosa malattia.