cacciatori di mafiosi - filippo marinoAbbiamo parlato di personaggi che hanno contribuito in maniera decisiva ed incisiva alla realizzazione della storia della Nazione, ma penso che sarebbe anche il caso di parlare di persone che con il loro lavoro scrivono, nei nostri giorni, pagine importantissime ed indelebili di storia.

Parlo di persone che spesso si trovano a lottare su due fronti, il primo quello di un nemico subdolo e camaleontico la cui presenza si avverte ma che è quasi impossibile da individuare, l’altro è costituito dal sistema che a questi combattenti spesso fornisce armi spuntate, molto spesso normative che sembrano venute fuori dal cilindro d’un mago diabolico e perverso che ama darsi la zappa sui piedi, uomini costretti anche da bilanci tagliati e striminziti a praticare ancora una volta l’arte in cui noi italiani siamo maestri, quella di arrangiarsi!

I magistrati, moderni cavalieri che scendono in campo per cercare di liberare gli oppressi, si trovano quotidianamente impegnati nella lotta al potente potere mafioso, un potere che cerca di sopraffare e spesso anche di sostituire quello statale, ma di cui però ha estrema necessità e senza il quale non potrebbe sopravvivere come in una sorta di simbiosi.

Tanti sono i personaggi che hanno condotto il loro lavoro fino all’estremo sacrificio, Dalla Chiesa, Borsellino, Falcone solo alcuni tra i tanti nomi scritti sul muro degli eroi della legalità! Sono tanti, più di quel che si possa pensare i nomi di tutti coloro che hanno condotto e che tutt’oggi conducono nell’ombra una lotta impari contro un potere che ha oppresso ed opprime da troppo tempo l’intero meridione e mentre l’intera Europa viaggia verso il progresso e la crescita economica, nel nostro meridione tutto sembra fermo ed immobile.
Alfonso Sabella, che è stato per anni sostituto procuratore del pool antimafia diretto da Gian Carlo Caselli presso la procura della Repubblica di Palermo, racconta nelle pagine del suo appassionante ed appassionato libro come si compone il mosaico, delle migliaia di complicità, rifugi, depistaggi, che sostengono e aiutano, a volte per decenni, un capomafia nella sua clandestinità, racconta come si procede nella parte finale di un inchiesta ovvero le varie fasi della cattura dei personaggi malavitosi.

In “Cacciatore di mafiosi” Alfonso Sabella mostra come ha condotto in prima persona alcune delle indagini più importanti di quel periodo, culminate nell’arresto di boss mafiosi di primissimo piano come Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, Pasquale Cuntrera. Ora, per la prima volta, racconta la sua guerra quotidiana, fatta di trionfi ma anche di continue difficoltà, di orrori ma anche di inaspettati momenti di ilarità, e soprattutto di competenza, caparbietà e astuzia (oltre a un pizzico di fortuna). Dice testualmente “Ogni indagine ha la sua storia. Ci sono investigazioni basate su intercettazioni ambientali, altre su pedinamenti o sofisticate tecnologie. Alcune partono da una soffiata e altre sono invece il frutto di un’idea originale, di un guizzo, di un’intuizione. La cosa fondamentale è capire il modo in cui il latitante si muove, quali sono i suoi legami, i suoi contatti, pensare come lui, saper parlare la sua lingua e quella delle persone che gli stanno vicino”, il famoso capitano dei Carabinieri “Ultimo” prima del nostro autore disse in un libro che per riuscire a catturare una preda un cacciatore deve impregnarsi dell’odore dell’animale da cacciare, deve strisciare nel terreno mimetizzandosi nell’ambiente circostante e a quanto pare dalla cattura di Riina in poi questa tattica è stata finalmente adottata con i risultati chi conosciamo.

Racconti purtroppo reali, storie che di uomini e delle loro vite vicende terribili come quella del rapimento e dell’assassinio del piccolo Giuseppe Di Matteo narrata direttamente da Giovanni Brusca che fu il suo boia, alla contorta religiosità di Pietro Aglieri, che faceva dire messa nel suo nascondiglio da un prete compiacente; dalla commovente e tragica storia d’amore tra Leoluca Bagarella, spietato killer e capomafia, e sua moglie, che si uccise durante il duro periodo di clandestinità, alle passioni amorose dei latitanti, che spesso sono un punto debole fatale nella loro strategia di fuga; dagli orrori delle “camere della morte” in cui venivano torturati e uccisi i nemici o i traditori, alle colorite storie delle superstizioni, abitudini e paradossali ingenuità dei molti “manovali di mafia”, capaci di azioni sanguinose, ma anche di momenti di candore e tragicomica onestà. “Cacciatore di mafiosi”, libro edito da Mondadori editore al prezzo di € 17,50, racconta in presa diretta e con tutti gli ingredienti di un thriller, quel tipo di indagini che siamo abituati a vedere al cinema o in televisione: ma non si tratta di fiction, è la realtà, spietata e difficile, della lotta alla mafia.

Filippo Marino