Easy Jet

Milano Malpensa, 18 dicembre 2009, ore 13,30.
L’aereo del dottor X per Palermo dovrebbe decollare tra poco più di un ora, la pista è pulita. Il dottor X ha appena fatto il ceck-in, raggiungendo il gate e aspetta su una poltroncina di plastica con lo schienale basso, di quelle dove non puoi appoggiare la testa, in modo da mantenerti vigile alle chiamate per l’imbarco o alle variazioni di orario.
Soprattutto alle variazioni d’orario.

Il volo per Palermo delle 14, 35 viene rimandato alle 15,10. Brusio, sms e le solite telefonate ai parenti.
Mezz’ora dopo il monitor viene aggiornato: dalle 15,10 alle 17,10.
La gente rumoreggia, molti protestano. Il dottor X ha da tempo un occhio al suo libro ed un altro al monitor, che dopo un quarto d’ora annuncia la sua ulteriore variazione: 17,50. Gli altri aerei continuano a decollare uno dopo l’altro, ma i passeggeri diretti a Palermo sono ancora in attesa.
Finalmente qualcosa si muove. Alle 17,40 comincia l’imbarco.
Fine dell’incubo. Si parte.

Tutti prendono posto nelle loro poltrone e ascoltano le assistenti di volo raccomandare di gonfiare il giubbotto di salvataggio solo dopo essere usciti dall’aereo. Ci si muove. Ma poi ci si ferma: devono sbrinare le ali.
Passa ancora mezz’ora.
Poi ci si muove di nuovo.
E ci si riferma. Comincia a nevicare.
I passeggeri, ormai esasperati, aspettano 3 ore all’interno di un aereo che non decolla, poi viene annunciato qualcosa.
Si decolla? No, bisogna scendere.

Il dottor X si ritrova per la prima volta ad aspettare il bagaglio su un nastro trasportatore dell’aeroporto di partenza.
La valigia arriva dopo un’ora, il volo è cancellato, la gente inferocita. Intervengono anche le forze dell’ordine per calmierare gli animi. Qualcuno della compagnia assicura i rimborsi, ma il problema di tutti è come fare per arrivare a destinazione nel più breve tempo possibile, corrosi dal primo giorno di ferie che se ne va e dalle attese dei familiari in Sicilia.
Si formano dei capannelli di gente attorno a chi fornisce delle indicazioni, ma non tutti riescono a sentire quello che dice. I microfoni dell’aeroporto non sono disponibili, la frittata l’ha fatta la compagnia e adesso sono problemi suoi. La neve non c’entra, visto che ha cominciato a nevicare molte ore dopo l’orario di partenza.
Il dottor X sa che adesso comincerà la fase di contenimento del danno. Sa che la compagnia è in grado di sfruttare a proprio vantaggio l’emotività delle persone inferocite. Sa anche che i diritti della gente possono essere dissolti proprio nella soluzione del loro problema più impellente.

In un foglietto attaccato al banco Easy Jet c’è scritto: “Chiedi qui la carta dei diritti del passeggero, è un tuo diritto”. E il dottor X la chiede, ma l’impiegata dice che le copie che erano li sono finite. Dovrebbe andarla a cercare chissà dove e adesso non può perché ha un sacco di cose da fare. Ma lui non si scompone: – “Non si preoccupi, la capisco perfettamente. Io non ho fretta, il mio volo è stato cancellato e non ho nulla da fare fino a domani mattina. Aspetterò tutto il tempo che ci vorrà. –
A questo punto l’impiegata si alza stizzita, va nell’altro ufficio e torna con una copia della carta dei diritti del passeggero. Tenga!
Intanto al banco Easy Jet vengono forniti tre numeri da chiamare per prenotare un volo alternativo. Le prime tre cifre sono sempre le stesse: 899… Sono numeri a pagamento.
Ma non importa. Per tutti l’imperativo principale è raggiungere la destinazione. Però si è fatto tardi. Non ci sono più voli e ai tanti che non sono ancora riusciti a risolvere il problema, viene suggerito di ritornare l’indomani mattina per poter prenotare un volo alternativo.
Molti ritornano a casa, altri scelgono di pernottare in albergo a spese della compagnia. Nel frattempo altri ancora hanno acquistato dei voli alternativi con altre compagnie, chi per Catania, chi per Lamezia Terme, chi per Bari, l’importante è avvicinarsi a Palermo, poi si vedrà, ci vorrà un treno, un bus o un altro aereo. Quasi nessuno ha trovato posto per Palermo in uno dei voli dell’indomani. Tutti esauriti.

Il dottor X ha appena finito di leggere la carta dei diritti del passeggero e il regolamento della Easy Jet, quando fa una telefonata. “Mi controlli se c’è posto sul volo per Palermo delle 14,35 di domani?
Il posto c’è. Gli basta saperlo.
Il tempo passa tra urla e improperi, mentre la gente pian piano defluisce. Sono ormai le due di notte e quando tocca a lui il responsabile gli propone un volo con un’altra compagnia diretto a Catania per l’indomani pomeriggio. Dovrà però pagarselo a tariffa piena e poi “potrà chiedere” il rimborso. Il dottor X risponde lentamente e a bassa voce:
– No. Io ho pagato per un volo da Malpensa a Palermo con Easy Jet. Il volo è stato cancellato e voi dovete farmi arrivare a Palermo, a vostre spese.
Ma non ci sono posti sui voli Easy Jet per i prossimi tre giorni… – Ribatte il responsabile con voce ancora più bassa.
– E’ un vero peccato per me. Ma anche per voi. Vuol dire che fin quando non troverete la soluzione, sarò costretto a soggiornare allo Starhotels. Credo sia questo l’albergo col quale siete convenzionati…
Beh, si…è un quattro stelle da 120 euro a notte.
– Che nel mio caso diventerebbero un po’ di più, aggiungendo relativi pranzi e cene. Chissà cosa organizzeranno per il 24 sera…

È a questo punto che l’impiegato “riesce” a trovargli un volo per Palermo per l’indomani pomeriggio. Un volo Easy Jet.
Il dottor X sale sull’autobus che lo porterà allo Starhotels. Riceverà il rimborso del biglietto relativo al volo cancellato e avrà diritto anche ad un risarcimento minimo di 250 euro.
Nell’aereo per Palermo dell’indomani non c’è quasi nessuno degli originari compagni di viaggio.
La compagnia aerea è stata aiutata dall’emotività della gente. Quasi nessuno è andato a leggersi i propri diritti, pretendendone altri che invece avranno poche probabilità di essere garantiti.
Aveva ragione il dottor X. Il danno è stato contenuto.

Chi ne volesse sapere di più, può leggere il regolamento Easy Jet e la carta dei diritti del passeggero.

Egidio Morici
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