Belice AmbienteScoperture bancarie, tributi non pagati, insolvenze verso i fornitori; ammontano a circa 20 milioni di euro i debiti della Belice Ambiente SPA, società sotto-capitalizzata che gestisce la raccolta dei rifiuti in tutta la valle del Belice.

Debiti accumulati nonostante il prestito di 5 milioni di euro da parte della Banca Nazionale del Lavoro.
Il presidente della regione siciliana Raffaele Lombardo, già dal suo insediamento, mette subito in chiaro che 27 ATO in Sicilia sono troppi; annuncia subito tagli e creazione di consorzi.

I sindaci soci della Belice Ambiente insorgono, non ci stanno: da circa un paio d’anni si sono ridotti gli amministratori, non hanno più perdite di esercizio e fanno la raccolta differenziata.
Insomma sono diventati bravi: non lo fanno più.

Peccato però che i 20 milioni di euro di debiti siano ancora lì; che il pericoloso percolato della discarica di Castelvetrano sia finito nel sottosuolo; che i lavori di messa a norma della stessa discarica prescritti dal ministero dell’ambiente non siano stati del tutto completati nonostante le proroghe; che le tariffe siano state determinate dalla società e non dai singoli comuni, come prevede la legge fino ad oggi.
Questa delle tariffe è storia antica.
L’amministratore unico Francesco Truglio sostiene che “chi afferma che le tariffe debbano essere determinate dai comuni trae in inganno i cittadini. Il codice ambientale (l’ultimo del 2006) parla chiaro – dice Truglio – e assegna la competenza alle Autorità d’Ambito”.
A smentirlo però è il Garante del Contribuente per la Sicilia: “Per costante giurisprudenza – scrive l’organismo presieduto dal professore avvocato Pellingra – le tariffe vanno deliberate dal comune”.
Sarà per questo che i ricorsi dei cittadini sono stati praticamente tutti vinti.
Inoltre il nuovo codice ambientale non è certo una legge regionale, ma un decreto del Presidente della Repubblica per cui, in assenza del decreto attuativo (che fino ad oggi non s’è visto), in nessun ambito d’Italia la tariffa può essere determinata dalla società, ma sempre dai comuni, col risultato che anche nei primi mesi del 2008 l’Italia è stata coperta da una pioggia di deliberazioni comunali. Tranne che in Sicilia, dove evidentemente piove assai di rado.


Curiosamente le virtù di questa società si basano sui dati diffusi dal proprio ufficio stampa e se le percentuali di raccolta differenziata scendono non è mai colpa della società d’ambito, ma dei cittadini che fanno i furbi. È il caso di Gibellina, dove il sindaco Vito Bonanno, presidente dell’assemblea di coordinamento intercomunale in seno alla Belice Ambiente, bacchetta i propri cittadini perché mettono nel sacco dell’indifferenziata anche i rifiuti che dovrebbero essere differenziati, facendo scendere la percentuale dal 65% nel dicembre 2007 al 28% nel febbraio 2008. Che cosa possa aver provocato questa drastica riduzione in meno di due mesi è ancora un mistero. È come se di colpo la metà dei cittadini gibellinesi avessero deciso in massa di non differenziare, spinti da un incomprensibile desiderio anticivico.

Anche l’informazione per i cittadini non è stata proprio il massimo: “con la raccolta differenziata porta a porta si risparmia”. Non è vero. Almeno non a breve scadenza.
Se così fosse, il presidente dell’assemblea intercomunale di controllo, Vito Bonanno non avrebbe certo affermato che “l’obiettivo dell’Ato è quello di abituare i cittadini al conferimento diretto nei centri di raccolta proprio per ridurre i costi”.
E poi i centri di raccolta sono attrezzati solo per vetro, carta e plastica. E l’umido?
E ancora: se nelle città, con le sole isole ecologiche, il cittadino differenzia in modo massiccio e riesce ad avere l’agognato 15% di riduzione della tariffa, avrà davvero risparmiato rispetto alla tariffa precedente, quella relativa all’epoca dell’indifferenziato?
No. Perché il 15% è riferito alla tariffa corrente, non a quella precedente. E la tariffa corrente è aumentata dai costi delle nuove implementazioni (isole ecologiche, campagne pubblicitarie e via pattumando).

Intanto ecco le nuove attenzioni della politica ai debiti, alle clientele e all’inquinamento della Belice Ambiente.
Ma chi sono questi paladini in difesa dei cittadini?
Considerando che Mazara del Vallo è il comune dell’ambito con la quota societaria maggiore, attualmente amministrato dal Pd, proviamo a farci delle domande.
Di quale partito fa parte il candidato sindaco favorito per le amministrative del prossimo anno a Mazara? Di quale partito fa parte l’assessore provinciale che ha fatto scoppiare il caso dei conti in rosso e delle clientele della società? E il deputato che ha denunciato l’inquinamento della discarica di Castelvetrano, con tanto di interrogazione al consiglio dei ministri?
Sono tutti dello stesso partito: PDL.

Che si stiano gettando le basi per una diversa spartizione della torta?
Destra o sinistra, in Sicilia è difficile che le aziende possano mantenersi sane maneggiando soldi pubblici. I nostri soldi.

Egidio Morici
www.500firme.it