Strage Via D’AmelioLa notizia è del 9 luglio scorso. Pubblicata a pagina 25 (venticinque!) del Corriere della Sera. D’altra parte, meno si sa e meglio è per il manovratore.

Aiutato dalla scomparsa della stampa libera. Per carità, nessuna intimidazione, basta l’autocensura degli stessi giornalisti che, per essere graditi al potere, si trasformano in addetti stampa, portavoce dei potenti. L’articolo era nella sezione: Brevi Presidenza del Consiglio.

Ecco di seguito il testo:
Posto il segreto di Stato su parte dell’ archivio Genchi – I dati telefonici del personale dei servizi segreti finiti nel cosiddetto archivio Genchi, la mega banca elettronica di tabulati raccolti dal consulente, dell’ ex pubblico ministero di Catanzaro De Magistris saranno coperti da segreto di Stato.

L’ apposizione è stata decisa da Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai servizi di informazione e sicurezza, che ne ha dato comunicazione al Copasir (il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica). Letta aveva scritto il 9 febbraio scorso al presidente del Copasir, Francesco Rutelli, per chiedere l’ acquisizione della documentazione in possesso del Comitato al fine di valutare l’ apposizione del segreto sui dati telefonici attualmente detenuti anche dalla Procura di Roma. -Sembra che tutto passi sotto silenzio e, ascoltando le parole di Salvatore Borsellino, è facile anche capire il perchè:
Genchi e De Magistris, con le loro inchieste, erano sul punto di scoprire la nuova P2, cioè quella consorteria di politici, magistrati, industriali e finanzieri che oggi ci governa. Gioacchino Genchi è forse l’unica persona che oggi sarebbe in grado di inchiodare i veri responsabili della strage di via d’Amelio. Già nel 94 lavorava sulle telefonate che partirono dal castello Utveggio, e anche allora la sua attività fu bloccata“.

Il 19 luglio a Palermo parteciperà una larga fetta della società civile. E’ come se si riunisse una numerosa equipe di psicologi, per tentare di portare alla luce i contenuti spiacevoli che, dal buio della loro segretezza, producono il disagio di un’Italia ancora fragile e senza autonomia.Per chi volesse saperne di più, può dare un’occhiata QUI accedendo al relativo programma. Non sarebbe male dedicare un giorno della propria vita a chi, per la verità e la giustizia, la vita l’ha sacrificata per intero.

Egidio Morici
www.500firme.it