Viene presentato a Castelvetrano “Unico. Storia di un’invenzione per Amore”, il libro scritto da Rosa Troia con la partecipazione della giornalista Rosy Abruzzo, edito da “Albatros Il Filo” e che racconta la storia della mamma-insegnante, inventrice di un innovativo sistema di postura per la figlia disabile. Una storia, di resilienza, approdata ai media nazionali che, tra amore e scienza, commuove e riaccende il dibattito sulla disabilità.

Sarà presentato a Castevetrano, venerdì 11 maggio alle 16.00 presso il cine teatro Marconi, il libro “Unico. Storia di un’invenzione per Amore” scritto da Rosa Troia con la partecipazione di Rosy Abruzzo, edito da “Albatros Il Filo” per la collana “Nuove Voci”.

La nascita di questo libro – affermano le autrici – è la metafora di un miracolo che si realizza. Miracolo che ha iniziato a farsi strada quando Rosa Troia, insegnante di Salaparuta e mamma di Rosaria, bimba affetta da tetraparesi spastica bilaterale, ha iniziato a cercare soluzioni per aiutare la propria figlia a soffrire di meno ed a vivere un’esistenza migliore di quella terribile a cui la sua malattia l’ha condannata. E così, a seguito di ricerche, idee ed esperimenti, da un cubo in poliuretano, nasce UNICO, l’invenzione di Rosa: un sistema di sollevamento del tronco che aiuta Rosaria a respirare ed a vivere meglio, riducendo le crisi respiratorie ed il rischio di soffocamento e complessivamente migliorando le sue condizioni di salute e la sua possibilità di relazionarsi con il mondo.

La storia che vede nascere UNICO, così Rosa ha voluto chiamare il suo presidio vista la preziosa funzione che svolge, è una storia fatta di sofferenza e resilienza ma anche di tanti incontri importanti, di amicizie e fede che porteranno Rosa, quasi sconfortata ad un certo punto del suo lungo percorso, a riuscire invece a far conoscere a tanti la sua invenzione assurta agli onori della cronaca nazionale, prima
con un articolo nel dicembre 2016 e poi con diversi servizi televisivi tra cui quello andato in onda sulle reti Mediaset circa un anno fa. Si perché ad un certo punto della storia, un’amica giornalista, Rosy Abruzzo, aiuta Rosa a far conoscere la sua storia ed a completare il libro su cui Rosa aveva lavorato scontrandosi con la difficoltà dei media e della tv in particolare a trattare l’argomento della disabilità.


E a ridosso della presentazione le autrici evidenziano che l’opera che vuole essere un contributo ed una testimonianza. Un “contributo” alla scienza che non aveva mai pensato prima ad un simile rimedio, e la “testimonianza” di una storia in cui, per amore, l’impossibile è diventato possibile: l’invenzione prima ed il suo successivo progressivo perfezionamento, il riconoscimento scientifico del suo valore, il brevetto, l’incontro con Rosy Abruzzo e l’uscita dei primi articoli e servizi a livello nazionale, la rinascita in Rosa della speranza di poter trovare un’azienda ortopedica disposta a produrre UNICO e di terminare quel lavoro che racconta la vita di una mamma che diventa “inventrice per Amore”.
L’evento sarà moderato dal giornalista, Mariano Pace. Interverranno, il dott. Paolo Pace, responsabile dell’Unità Operativa di neuropsichiatria dell’Infanzia di Castelvetrano, il dott. Antonio Arena, Dirigente Sanitario ASP di Castelvetrano e la dottoressa Angela Puleo, responsabile AIAS di Castelvetrano, che conosce bene entrambe le autrici ed il percorso di Rosa.

Le autrici:
Rosa Troìa, nasce a Salaparuta il 25 Giugno del 1964 ed è un’insegnante di scuola Primaria nel comune di Salaparuta. Impegnata nel sociale, si adopera in prima persona per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Ha ricevuto il premio letterario “Stelle del Gattopardo”, come inventrice di un innovativo sistema di postura il 30 Luglio 2011.

Rosy Abruzzo Nasce ad Erice il 16 settembre 1980. Avvocato e giornalista pubblicista, scrive per il quotidiano di informazione giuridica MasterLex.it e collabora con altri giornali, conduce programmi televisivi e manifestazioni culturali. Direttore artistico del Parco Letterario del Gattopardo di S. Margherita di Belìce, dal 2007 al 2012, ha lavorato alla promozione della cultura siciliana in Italia e all’estero. Mamma di una bimba, vive a Sciacca.