In merito alla proposizione del ricorso alla Corte Costituzionale avverso la legge di soppressione dei Presidi Giudiziari presenti sul territorio regionale, L’on. Giovanni Lo Sciuto aveva presentato nei giorni scorsi, un’interrogazione al presidente della Regione, Rosario Crocetta per bloccare il procedimento di chiusura della sede giudiziaria di Castelvetrano.

Come si ricorderà, nei mesi scorsi la Giunta regionale guidata da Raffaele Lombardo, aveva deliberato di ricorrere innanzi alla Corte Costituzionale avverso il Decreto legislativo n.155/12 che prevede di sopprimere, a decorrere dal 13.09.2013, tutte le sezioni distaccate di Tribunale e molti Tribunali ordinari presenti nel territorio regionale.

Il predetto ricorso, da quanto appreso dagli organi di stampa, poneva le sue basi sul principio della “perequazione infrastrutturale” atteso che l’art.1 del citato Decreto legislativo presenta profili di illegittimità costituzionale poiché varato senza alcun concerto con la Regione Siciliana e dunque in palese violazione dell’art.23 del nostro Statuto, in forza del quale la Regione vanta una specifica prerogativa in ordine ai presidi giudiziari ricadenti sul suo territorio.

Considerato quanto sopra citato , l’on. Giovanni Lo Sciuto unitamente ad altri parlamentari del PDS-MPA all’ARS chiede al Governatore Crocetta di i intervenire presso il Ministro della Giustizia affinché sospenda il provvedimento , in attesa che venga costituito il nuovo Governo Nazionale, frutto del risultato elettorale del febbraio scorso.

Il Tribunale di Castelvetrano- ha dichiarato l’on. Lo Sciuto- non può chiudere. E’ una battaglia che ci deve vedere tutti uniti: sindaci , consigli comunali e avvocati. Il Governi Monti, non ha tenuto conto dell’importanza logistica del presidio giudiziario di Castelvetrano. Anzi, tali uffici andrebbero potenziati , cosi come è stato fatto per la Guardia di Finanza e Polizia di Stato. Ciò si rende necessario, per dare maggiore servizi agli oltre 100 mila abitanti, residenti nei comuni della valle.

Non si capisce- afferma l’on. Lo Sciuto- come sia stato possibile procedere alla soppressione della sezione distaccata del Tribunale di Castelvetrano, ufficio giudiziario ubicato in un immobile di proprietà del comune, ed operante in un contesto territoriale tristemente noto per la presenza del latitante mafioso, Matteo Messina Denaro. Un provvedimento che indebolisce la presenza dello Stato nel territorio. Castelvetrano e la valle del Belice non devono rivivere ciò che avvenne tanti anni fa quando, il Tribunale che doveva sorgere nella città di Giovanni Gentile, fu portato a Marsala.

Il tribunale di contrada Giallonghi deve rimanere . Chiederò al Governatore Crocetta-conclude l’on. Lo Sciuto- di fare tutto il possibile per sospendere la chiusura della sede giudiziaria di Castelvetrano, in attesa che si insedi a Roma il nuovo Ministro della Giustizia.