Stasera martedì grasso, si spegneranno le luci del carnevale, tra balli maschere e dolci anche quest’anno la  settimana grassa giunge al termine, precedendo il mercoledì delle ceneri che segna invece l’inizio del periodo di Quaresima prima della Pasqua. Il nome deriva dal fatto che si trattava dell’ultimo giorno in cui era permesso, dalla Chiesa Cattolica, festeggiare e consumare determinati cibi come la carne e i dolci. I festeggiamenti del Carnevale si concludono, da tradizione, con questa giornata.

Ma qual’è il dolce che ogni anno rappresenta questo periodo di goliardia?

Quando si parla di chiacchiere spesso non ci si riferisce a discorsi lunghi e magari noiosi, ma di quel dolce che tutti noi leghiamo alla festività del Carnevale. Bugie, frappole, galani, frittole, qualsiasi nome essi prendano dal paese di provenienza, il comune denominatore è comunque golose, golose, golose. Le origini di questo dolce pare siano da attribuire all’epoca romana, essi venivano fatti a base di uova e farina e venivano fritti nel grasso del maiale,  preparati dalle donne per festeggiare i Saturnali (festività che corrisponde al nostro Carnevale). Si era soliti farne grosse quantità perché dovevano durare per tutto il periodo della Quaresima.

Altra leggenda invece appartiene ai napoletani i quali fanno risalire il loro nome alla Regina Savoia che volle chiacchierare ma ad un certo punto le venne fame e chiamò il cuoco di corte, per farsi fare un dolce che potesse allietare lei e i suoi ospiti, ed egli prese spunto da quella chiacchierata per dare il nome di “chiacchiera” al dolce appena fatto.

Questa la ricetta per prepararli a casa:

300 grammi di farina
2 uova
50 grammi di zucchero
3 cucchiai di vino bianco
una noce di burro
buccia di limone grattugiata
un pizzico di sale
olio per friggere
zucchero a velo

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