A quattro anni dal recepimento della direttiva europea Sup (Single use plastics) che vieta il commercio di alcuni prodotti in plastica monouso, in Italia la plastica tradizionale continua ad essere il materiale più trovato in spiagge e parchi urbani. La conferma arriva dal nuovo studio di Legambiente “Beach e Park Litter” frutto del primo monitoraggio su spiagge e parchi a scala nazionale: su 40.388 rifiuti raccolti e monitorati dall’associazione ambientalista dal 2021 al 2024 in 10 spiagge e 10 parchi urbani in Italia l’80% è costituito da plastica tradizionale, nella forma di imballaggi e oggetti usa e getta.
Tra i rifiuti usa e getta più trovati ci sono soprattutto tappi, buste, bottiglie e bicchieri in plastica, ma non solo. Oltre alla plastica, sono stati trovati metalli (6,8%), carta e cartone (5,9%), vetro e ceramica (3,6%), gomma (1,3%), vestiti e tessuti (1,1%), legno (0,5%), rifiuti da cibo (0,3%), rifiuti in materiali misti (0,2%) e, infine, quelli in bioplastiche compostabili e biodegradabili (0,2%). Lo studio è stato realizzato con il supporto del laboratorio del Dipartimento di Chimica dell’Università degli studi Sapienza di Roma.










