Come nelle più corrette procedure dei medici prima si fa la diagnosi e poi si decide la terapia sul paziente. Ed è la stessa cosa che l’ex assessore regionale alla salute Massimo Russo pensa della sanità in Sicilia, però se la diagnosi c’è, perché conosciamo lo stato dell’arte di ospedali e sistema sanitario, «la terapia la dobbiamo ancora mettere a punto». Si parlerà anche di questo nel convegno “Il servizio sanitario regionale siciliano. Da Mazara per un programma di cambiamento” che si terrà sabato 31 gennaio, alle ore 15,45 all’auditorium “Mario Caruso” di Mazara del Vallo. Tra i relatori oltre Russo (presidente onorario di “Innovazione per l’Italia”) anche il senatore Davide Faraone (Italia Viva), il deputato regionale forzista Stefano Pellegrino, Francesco Tomasello, già rettore dell’Università Kore, Fabrizio De Nicola, direttore del corso di formazione per direttori generali Cefpas. Introdurranno il sindaco Salvatore Quinci, Giovanni Di Dia (presidente Ebat Trapani) e Tommaso Macaddino, segretario generale Uil Trapani.

Il titolo del convegno suona come uno stimolo, «perché bisogna recuperare il senso del sistema sanitario – anticipa Russo – siamo tre le ultime Regioni per qualità dei servizi ed è necessario integrare la sanità pubblica con quella privata». Il monito di Russo, che ha guidato l’assessorato regionale alla salute con la Presidenza di Raffaele Lombardo, è chiaro: «Dobbiamo avere direttori delle aziende sanitarie professionisti del settore e la politica deve tenersi alla larga». Per l’ex assessore Russo, oggi magistrato della procura dei minori a Palermo, bisogna ripensare il sistema con la «sinergia tra Assessorati alla salute e alla famiglia, per garantire un sistema a tutto tondo che faccia fronte anche ai bisogni domiciliari extra quelli prettamente sanitari». Per Russo bisogna puntare ai poli ospedalieri specializzati: «Non è più possibile pensare di avere ospedali che offrono stessi servizi nel giro di poche decine di chilometri».

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