vanico castelvetrano 2Dopo quattro anni si esauriscono gli ammortizzatori in deroga e per 18 unità del centro medico e di riabilitazione “Vanico” si profila il licenziamento.

E’ con una lettera ricevuta negli ultimi dieci giorni dall’amministrazione del centro che i lavoratori stanno apprendendo d’essere stati licenziati. E’ questo il risultato di una vicenda che si trascina dal 2008 e che i continui tagli nella sanità decisi dalla Regione non hanno aiutato a risolvere.

Chiederemo un incontro all’azienda – dice Gaspare Giaramita, segretario comunale della Camera del lavoro Cgil – per cercare di concordare insieme eventuali soluzioni alternative ai licenziamenti.

In un momento di grave crisi durante il quale in molte aziende vengono falciati posti di lavoro, questa che si delinea è un’altra difficile vertenza che il sindacato dovrà sostenere a difesa del livello occupazionale di massoterapisti, operai e impiegati dopo che l’azienda ha avviato la procedura per i licenziamenti.

La vicenda, che oggi si avvia verso l’epilogo più triste, ha avuto inizio nel 2008, quando già allora i tagli alla sanità della Regione hanno cominciano a far sentire i primi effetti sulle strutture convenzionate e sui loro lavoratori. Tra le aziende del settore in crisi vi fu anche quella del “Vanico”. Una legge emanata proprio quell’anno, consentì, su suggerimento dei sindacati, di applicare la cassa integrazione in deroga. I licenziamenti paventati non ebbero più corso e il livello occupazionale fu garantito.

La cassa integrazione, da allora, è stata rinnovata ogni anno. Nel 2013, a febbraio, è arrivato dalla Regione un accordo quadro che non ammetteva più proroghe, dopo quattro anni, alle aziende convenzionate dei settori sia dei trasporti sia della sanità. Conseguentemente la cassa integrazione per i dipendenti del «Vanico» non si è potuta più applicare. Niente più ammortizzatori in deroga per le 18 unità che hanno già ricevuto la lettera di preavviso del licenziamento, che varia a seconda del livello di inquadramento e dell’anzianità lavorativa.

Margherita Leggio
per La Sicilia (16 Aprile 2013)