Allarme esagerato per vendere vaccini. E 3 esperti dell’oms erano consulenti delle aziende farmaceutiche.

Uno spreco del denaro pubblico e un ingiustificato allarmismo sui rischi che i cittadini europei correvano a causa della pandemia di H1N1: questo è il giudizio dato dal Comitato per la salute dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europain un rapporto approvato sulla gestione della pandemia.

Nel rapporto si critica duramente la gestione della pandemia da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità, ma anche da parte delle agenzie dell’Unione europea e dei governi nazionali.

Nel documento, che verrà dibattuto dall’Assemblea a fine mese, si sottolinea che ci sono “prove schiaccianti che la pericolosità del H1N1 è stata enormemente gonfiata ”.


Il parlamentare britannico, Paul Flynn, relatore del rapporto, ha dichiarato che quella dell’H1N1 “è stata una pandemia che non è mai avvenuta” e ha descritto i programmi di vaccinazione come “medicinali placebo su vasta scala”. Nell’adottare il rapporto il Comitato ha evidenziato la grave mancanza di trasparenza nel processo che ha portato alla dichiarazione della pandemia. In particolare si punta il dito contro il fatto che né l’Oms né le agenzie Ue sono state pronte a dare ai parlamentari le informazioni che avrebbero potuto fugare i dubbi sul conflitto di interesse di alcuni esperti che collaborano con l’Oms e altre istituzione ma allo stesso tempo anche con le industrie farmaceutiche.La corsa dei governi di quasi tutto il mondo all’acquisto dei farmaci antivirali contro l’influenza A fu sollecitata da esperti che avevano lavorato e in alcuni casi lavoravano ancora come consulenti per le aziende farmaceutiche produttrici degli stessi farmaci.

Lo ha rivelato un’indagine del British Medical Journal e del Bureau of Investigative journalism che ha messo in luce il conflitto di interessi di tre scienziati – Fred Hayden, Arnold Monto e Karl Nicholson – autori del rapporto pubblicato nel 2004 dall’Organizzazione mondiale della Sanità, secondo cui i governi di tutto il mondo avrebbero dovuto premunirsi di antivirali per combattere la pandemia prevista a causa dell’influenza A. Un’accusa che rincara la dose delle critiche mosse dal Consiglio d’Europa
sull’allarme pandemia.

I tre scienziati citati avevano svolto – o svolgevano – consulenze e ricerche per Roche e GlaxoSmithKline, produttori rispettivamente dei farmaci contro l’influenza A Tamiflu e Relenza.
Secondo le stime, le aziende farmaceutiche avrebbero incassato circa 7 miliardi di dollari dalle vendite dei medicinali contro l’influenza A, mentre un miliardo di sterline è la quantità spesa solo dal governo britannico.
I ricercatori coinvolti hanno confermato i fatti ma hanno anche sottolineato di non averli mai nascosti. Il conflitto d’interessi non fu però precisato nel rapporto, ricorda il quotidiano britannico Guardian.

Estratto dal Guardian per “Il Fatto Quotidiano”