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Il 3 Dicembre si celebra la Giornata internazionale delle persone disabili istituita nel 1992 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Questa Giornata è finalizzata a promuovere i diritti, il benessere e l’inclusione delle persone con disabilità. Nel mondo c’è circa un miliardo di persone con disabilità, di questi 240 milioni sono bambini e adolescenti che spesso non hanno protezione sociale, non vanno a scuola e sono più svantaggiati rispetto ai coetanei non disabili. Il report sui bambini con disabilità pubblicato dall’Unicef mostra come la vita dei bambini e degli adolescenti disabili è spesso contrassegnata da esclusione e deprivazione, segno che l’obiettivo di non lasciare nessuno indietro stabilito dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile è ben lontano dall’essere raggiunto. A scuola, prima che altrove, occorre formare alle differenze, accogliendole come eterogeneità, attivando percorsi inclusivi. Non basta integrare le diversità. Occorre dare spazio alla ricchezza della differenza, promuovere l’inclusione. La riflessione sulla disabilità, intesa non come limitazione ma come valore della diversità, deve partire, soprattutto, dalla scuola dell’infanzia. Il plesso Radice dell’Istituto comprensivo Radice Pappalardo ha proposto, infatti, una serie di attività per riflettere sull’atteggiamento culturale della disabilità, sulla coscienza di cosa essa significhi, attivando processi empatici, di rispetto, solidarietà e inclusione positiva. Un lavoro corale che ha visto la sinergia di più docenti: R. Ditta, S. Crocchiolo, M. R. Crifasi, P. R. Sparacia, A. Morosini, E. Buccheri, G. Favoroso e A. M. Mezzapelle. L’attività proposta dal titolo “Un bambino Speciale” ha avuto lo scopo di far capire ai bambini che un disabile non è un bambino malato ma un bambino speciale, una persona che non può essere etichettata per la sua disabilità, ma nel suo complesso di diritti, bisogni, desideri e aspirazioni. È stata proposta la visione di un cortometraggio dal titolo “Gnomo Rametto e l’amico disabile” a cui è seguita una discussione guidata e, infine, è stata distribuita ai bambini una scheda da colorare dove era rappresentato un bambino disabile su una sedia a rotelle e una bimba in piedi che porge la mano in senso di aiuto. È stato chiesto loro di colorare con la mano opposta a quella che usano abitualmente: le difficoltà riscontrate hanno permesso di cogliere, sia pure in piccola parte, il significato di disabilità. Si è notato tra i bambini un grande interesse ed una grande partecipazione nel conoscere questo mondo. Auspichiamo che in futuro possa concretizzarsi l’abolizione di ogni barriera fisica all’accesso a edifici e trasporti pubblici, che sia garantito un accesso equo, di qualità e senza barriere all’istruzione, un’inclusione totale a livello economico e politico. Ma l’ostacolo maggiore da rimuovere è quello costituito dai pregiudizi e dai silenzi che gravitano intorno alle fragilità e diversità. Un laboratorio civico quello del plesso Infanzia Radice che si propone di abbattere le “barriere culturali”.

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