Lorenzo RussoE’ crisi profonda per le attività alberghiere del territorio di Selinunte e Triscina.

Oltre alle contrazioni di mercato, sugli imprenditori incombe l’IMU e la scure fiscale più pesante di tutti i paesi rivieraschi del Mediterraneo. A lanciare il grido d’allarme, Lorenzo Russo titolare di alcuni alberghi e componente del Consorzio “Trapani Turismo”.

E’ difficile andare avanti in queste condizioni- afferma Russo- Oltre alla pesante situazione fiscale e alla stretta creditizi delle banche- registriamo al momento, un calo nelle prenotazioni di oltre il 30% rispetto al 2012 nonostante, in questi giorni, si stanno cedendo sul mercato internazionale pacchetti vacanze a 35 Euro pensione completa.

Secondo Lorenzo Russo il settore alberghiero paga notevolmente il peso della crisi, anche per responsabilità istituzionali. Un elemento su tutti è dato dall’ IVA. L’Italia è l’unico paese del mercato comune che si affaccia sul mediterraneo ad applicare l’aliquota del 10% mentre Spagna, Grecia, Cipro e Francia applicano il 4%. Stessa cosa sul costa del lavoro. In Italia, l’assunzione di un dipendente costa il 25% un più , rispetto agli altri paesi europei.

“Tutto questo-aggiunge Russo- influisce sulla nostra competitività sul mercato ,se aggiungiamo poi le tasse ordinarie applicate che rimangono più alte del resto d’Europa il conto è salatissimo”. Insomma , secondo gli imprenditori, il fisco incide per oltre il 65% su un settore che deve confrontarsi con paesi molto organizzati e con un fisco più leggero. I dati sui flussi turistici del 2012 non sono negativi. Negli oltre 4000 posti letto di Selinunte e Triscina, nel 2012 sono arrivati 317.482 turisti contro i 274,420 del 2011. Quindi un trend positivo che non lascia contenti gli imprenditori. Quest’anno si teme una contrazione delle presenze che si può fermare solo con il taglio dei prezzi. Anche nel 2012 gli albergtori locali avevano tagliato i prezzi rispetto al 2011.

La concorrenza è spietata-conclude Russo-.Per stare sul mercato dobbiamo vendere le stanze a prezzi bassi, poiché ci rivolgiamo prevalentemente ad un mercato estero dove è difficile trovare spazio: un costo pesante tutto a nostro carico e in più l’IMU da pagare che sta mettendo sul lastrico diverse aziende.

Dai dati riferiti da alcuni albergatori, una pensione completa per dare il giusto margine alle aziende non si potrebbe cedere meno di 50 Euro al giorno. Risulta evidente che molte attività turistiche per non chiudere stanno lavorando sotto costo. Continuando cosi, nei prossimi mesi si rischia il collasso del settore con evidente perdita di centinaia di posti di lavoro.

Filippo Siragusa
per GdS