In queste settimane abbiamo continuato a segnalare ai nostri lettori le diverse false notizie che girano per la rete. Queste fake-news, spesso veicolate tramite catene di whatsApp, creano confusione e senso di smarrimento nella popolazione digitale e contribuiscono ad aumentare la pesantezza di una situazione che già di per se’ è piuttosto difficile da affrontare con lucidità e tenacia.

Questa volta il tema riguarda il  presunto legame tra 5G e Coronavirus.
La questione non ha alcuna evidenza scientifica e, ad oggi, tutti i test condotti hanno smentito nella maniera più assoluta il fatto che questi nuovi impianti, utili a potenziare il segnale della rete internet,  possano avere degli effetti negativi sulla salute dell’uomo.  Sembra dunque impossibile poter affermare che vi sia addirittura una relazione tra questa rete mobile e la pandemia di Coronavirus.

Sul sito ufficiale del Ministero della Salute la questione “5G-Coronavirus” è chiaramente identificata come BUFALA. “Non ci sono evidenze scientifiche – si legge sul sito governativo – che indichino una correlazione tra epidemia da nuovo coronavirus e rete 5G. Ad oggi, e dopo molte ricerche effettuate, nessun effetto negativo sulla salute è stato collegato in modo causale all’esposizione alle tecnologie wireless” (clicca qui)

Eppure, a seguito di queste animate teorie del complotto sempre più in voga, nel Regno Unito sta accadendo qualcosa di assurdo in questi giorni: alcuni utenti filmano le loro azioni mentre assaltano e incendiano le antenne o le centraline della rete ultraveloce al grido di “Fuck 5G”. È capitato a Birmingham, Liverpool, Melling, e a Belfast, nell’ Irlanda del Nord.  Questo movimento è supportato dalla teoria secondo cui le antenne 5G indeboliscono il sistema immunitario degli esseri umani, permettendo una maggiore esposizione a virus e tumori. In questo caso il Coronavirus.  Basterebbe riflettere per rendersi conto che in paesi come l’Iran, dove non hanno nemmeno iniziato la sperimentazione del 5G, il coronavirus ha fatto comunque strage. In Italia, le antenne si trovano ma non sono ancora diffuse sul tutto il territorio nazionale.

Probabilmente, come al solito, il vero interesse nel promuovere tali teorie è solo quello di averne un profitto tramite la condivisione e la diffusione di tali contenuti sul web che generano altissime visualizzazioni. A tal proposito, la piattaforma YouTube, nonché la numero 1 al mondo di videosharing, ha escluso dai suoi motori di ricerca tutti i contenuti in cui vi è una correlazione tra Coronavirus e 5G privando, in questo modo, le entrate pubblicitarie di chi pubblica questi materiali definiti “cospirativi”.