Su 58 chioschi censiti dal Comune, soltanto 13 proprietari sono andati a regolarizzare la propria posizione contributiva. È quanto emerge dall’attività che dal dicembre scorso sta svolgendo la task force creata in Comune a Castelvetrano per verificare il mancato pagamenti dei tributi, le concessioni scadute e i presunti casi di abusivismo delle attività svolte nei chioschi: bar, negozi di ortofrutta e di generi alimentari.

Già durante la riunione del 15 dicembre scorso, alla presenza dei responsabili di direzione, vicesindaco e assessori, è stata evidenziata la necessità di agire con la «massima urgenza e tempestività» per la soluzione definitiva della problematica.

Ed è una problematica, sì. Perché quello che emerge è che ci sono attività che hanno debiti per poche migliaia di euro altre per decine e decine di migliaia. E, a quanto pare, tutti non avrebbero pagato le tasse. Solo una attività ha saldato per intero il debito con il Comune. Ma cosa ha scoperto la task force? Anomalie varie sulle autorizzazioni allo scarico, autorizzazioni di concessione suolo pubblico ormai scadute mentre altri avrebbero commesso dei veri abusi, in quanto le planimetrie non sarebbero conformi alle autorizzazioni rilasciate. Ma c’è di più: una tra le attività, presente a Castelvetrano da decenni, non ha l’agibilità dei locali, l’autorizzazione allo scarico scaduta e non risultava iscritta nell’elenco degli utenti Tari.

«Gli Uffici hanno già notificato ai commercianti l’invito a recarsi in Comune per visionare e regolarizzare la propria posizione contributiva – ha detto l’Assessore Manuela Cappadonna – questo vale anche per le altre anomalie riscontrate».