Alcuni terreni e case sarebbero stati acquisiti al patrimonio del Comune e, nonostante questo, alcuni bungalow sarebbero stati adibiti a case vacanze e una strada pubblica sarebbe stata chiusa con una catena. È il singolare caso che in via 155/A a Triscina ha scoperto la Guardia di Finanza in un accertamento dello scorso agosto. A settembre il Comune, con un’ordinanza dirigenziale a firma di Pasquale Calamia, ha disposto lo sgombero immediato degli immobili di proprietà comunale e la rimozione della catena. Ora questa vicenda è finita al centro di un’interrogazione consiliare presentata dai consiglieri comunali Enza Viola, Barbara Vivona, Gaspare Catalanotto, Monica Di Bella, Giuseppe Errante Parrino e Giovanni Impallari. La questione, secondo quanto è contenuto nell’interrogazione, è di vecchia data. Perché «risultano provvedimenti di acquisizione al patrimonio comunale risalenti anche al 2012 e ad annualità successive», scrivono i consiglieri richiamando l’ordinanza dirigenziale. Ma, nonostante questo, «alcuni occupanti avrebbero dichiarato di utilizzare gli immobili a titolo oneroso sulla base di accordi verbali con un soggetto indicato quale gestore di fatto del complesso». Ma dalle risultanze istruttorie disponibili «non emerge l’esistenza di validi titoli concessori, locativi o autorizzatori idonei a legittimare l’occupazione e l’utilizzazione privata dei beni comunali, fatte salve ulteriori verifiche», c’è scritto nell’ordinanza.
I consiglieri chiedono ora quale attività di vigilanza e controllo ha fatto il Comune, se l’Amministrazione e gli uffici comunali fossero precedentemente a conoscenza dell’utilizzo degli immobili da parte di soggetti privati e, in caso affermativo, quali iniziative siano state intraprese. E ancora: se sono stati mai rilasciati titoli concessori e se il Comune abbia mai percepito canoni, indennità di occupazione o altre somme derivanti dall’utilizzo degli immobili.

AUTORE. Redazione












