Una casa che apre i suoi dieci salotti, le cantine e gli oleifici che raccontano passioni di famiglia, un antico convento dove i figli dei contadini imparavano a coltivare la terra. Marsala e Castelvetrano si ritrovano nel secondo weekend delle Vie dei Tesori, sabato 17 e domenica 18 ottobre, tra nuove aperture e occasioni da cogliere al volo soltanto in queste due giornate. A Marsala si entra all’Istituto Abele Damiani e nelle cantine Curatolo Arini (aperte solo questo weekend), si scende tra le pitture delle sepolture antiche e si risale fino alle terrazze sulla città. Castelvetrano apre le porte della dimora Errante Parrino, custodita da un discendente della famiglia, e invita a camminare sulle tracce dei principi e della devozione popolare. A unire i due percorsi, anche i sapori: il vino dei bagli, l’olio degli uliveti del Belìce, il pane nero che porta in tavola la memoria contadina, e a cui è dedicata la sagra che questo fine settimana apre i forni a legna del borgo. Insieme a Marsala e Castelvetrano, le Vie dei Tesori sono a Palermo, Catania, Caltanissetta, Corleone, Sciacca, Santa Flavia e Termini Imerese. Sempre con il supporto di Unicredit, Gruppo Mangia’s, Rotary e Poste Italiane.

A Castelvetrano questo fine settimana ci saranno alcuni siti chiusi, ma ci si potrà rifare sia con la Sagra del pane nero che invaderà il centro storico, sia con lo splendore del Museo Errante Parrino, visitabile solo questi due giorni dalle 10 alle 12.30. Dieci salotti in successione, sedie disegnate da Ernesto Basile, quadri, armi, affreschi liberty e mobili realizzati con legni pregiati: è un vero spettacolo del tutto inatteso, custodito dal discendente Antonio. Sabato mattina si potrà scoprire anche la Santissima Trinità di Delia, la piccola Cuba arabo-normanna immersa tra cycas e palme secolari. Tre absidi, una pianta a croce greca e una cupola sorretta da colonne con capitelli a foglie d’acanto compongono un’architettura raccolta, nella campagna a ovest della città. Il Museo civico Selinuntino riporta invece all’antichità abbracciando l’Efebo, il bronzo greco ritrovato nel 1882, trafugato nel 1962 e restituito nel 1997 da Rodolfo Siviero. Alla Chiesa Madre si incontrano opere di Ferraro e Serpotta e si scoprono le cripte del clero, con gli stalli per l’essiccamento dei corpi e le targhette in terracotta che conservano i nomi dei sacerdoti. San Francesco di Paola racconta il legame dei Padri Minimi con i principi della città e la devozione per Santa Rosalia. Proprio da qui parte domenica alle 9.30 la passeggiata sui luoghi della peste, a quattrocento anni dalla liberazione dall’epidemia.

L’arrivo della reliquia di Santa Rosalia, le sepolture dei Beati Morti, via Lazzaretto e la memoria dei religiosi che assistettero i malati ricompongono una pagina dolorosa della città. Alle 16 dal Teatro Selinus, si segue invece la storia dei Tagliavia, tra chiese, palazzi e la Fontana della Ninfa: le architetture diventano il racconto della famiglia che guidò la grande stagione monumentale di Castelvetrano. Domenica alle 11 è anche l’ultima occasione per raggiungere l’azienda Turnaturi: si cammina tra gli ulivi, si scopre la croccante Nocellara del Belìce e tutto il lavoro alle spalle di un extravergine; si chiude con una saporita degustazione e un calice di vino. Riapriranno il prossimo e ultimo weekend Archivio storico comunale, San Domenico, San Giovanni Battista, Museo della civiltà contadina e Palazzo al Carmine, e si aggiungerà la chiesa del Purgatorio.

A Marsala un convento, un luogo di quarantena, un ospizio dove i trovatelli imparavano disegno, musica, calzoleria e sartoria: prima di diventare l’Istituto Abele Damiani – che apre questo secondo weekend -, l’edificio ha attraversato molte vite, e nel 1862 vi arrivò anche Giuseppe Garibaldi e fu Francesco Gambini a immaginare la trasformazione in scuola agraria, perché i figli dei contadini potessero apprendere le basi della viticoltura. Sotto la città, intanto, continua un viaggio molto più antico: nell’ipogeo di Crispia Salvia, rose rosse, melagrane, pavoni e colombe rivestono le pareti di una camera funeraria che conserva la memoria di un amore coniugale. Alle Latomie dei Niccolini, le cave romane riutilizzate dai primi cristiani custodiscono sepolture dipinte e mosaici; a Santa Maria della Grotta, le cavità furono trasformate in cenobio dai monaci basiliani. La chiesa di San Giovanni e l’Antro della Sibilla sono legati alle antiche domande sul futuro: si racconta che all’indovina si rivolgessero le ragazze in cerca di marito e le mogli sospettose dei propri consorti. È invece l’ultimo weekend del festival per visitare San Giuseppe, tra affreschi dai colori accesi, la sontuosa macchina d’altare e due organi in legno dorato e dipinto.

Per guardare Marsala dall’alto si sale la scala elicoidale del campanile del Carmine, che oscillava al suono delle campane, oppure sulla terrazza di Palazzo VII aprile che quest’anno apre la torre dell’orologio. Le carte della biblioteca e dell’Archivio storico “Salvatore Struppa” raccontano secoli di commerci e fermenti culturali; nel complesso di San Pietro, i Musei civici accostano archeologia, memorie garibaldine e tradizioni popolari. Solo sabato, apre il Teatro Eliodoro Sollima, piccolo gioiello all’italiana che i marsalesi difesero quando un testamento ne minacciò la sopravvivenza. Da Finestre sul mondo, oggetti provenienti da Paesi lontani e pupi siciliani convivono in uno spazio nato per far dialogare culture diverse: alle 12, “I pupi, messaggeri di pace” uno spettacolo nel teatrino riaperto da Salvatore Inguì dopo sessant’anni. Si cambia completamente prospettiva con i voli in Piper verso le Egadi, in partenza da Birgi; domenica alle 9.30, invece, si scende nel Parco delle Cave, dove il lavoro dei cantunari ha scavato nel tufo pareti e passaggi che ricordano canyon.

Un’altra storia di famiglia conduce alle cantine Curatolo Arini, aperte solo questo fine settimana: si comincia dalla corte del baglio, seguendo il racconto di Vito Curatolo e della sua passione per il Marsala, per scegliere tra la degustazione dei vini o i “Sorsi d’Arte”, laboratorio di pittura con un calice in mano. Con un occhio ai turisti: l’appuntamento delle 11 è in inglese. Il sabato in cantina prosegue alle 15 da Fina, tra la storia della famiglia e la barricaia dove il vino matura; alle 16.30 a Baglio Oneto, dal vigneto al palmento dove si pigiava l’uva a piedi nudi; solo sabato alle 17 da Pellegrino, tra botti di rovere, memorie commerciali e testimonianze del mestiere del bottaio. E il viaggio può comprendere anche Palazzo Fici dove il Museo del vino restituisce il legame tra Marsala e territorio. Dalla vite all’ulivo, si incontrano altre storie familiari all’oleificio Mezzapelle e all’oleificio Sant’Anna: qui tutto cominciò dalla passione per l’agricoltura di un bancario e da un frantoio dimenticato. Domenica alle 10, ultimo appuntamento con yoga e meditazione nella chiesa dell’Itriella, recuperata e restituita alla città; alle 17, parte la caccia al tesoro di libri del Circoletto: si cercano storie nascoste tra le strade, da scartare come piccoli regali. Sabato e domenica, alle 10, 15 e 16.30, “Il filo di Sicilia, l’isola per piccoli punti” invita a scegliere un frammento di paesaggio e raccontarlo con ago e filo. Marsala e Castelvetrano si visitano con lo stesso coupon, e sono validi anche quelli già acquistati nella prima tranche del festival, per Trapani, Mazara del Vallo e Alcamo.

Come partecipare? La formula resta sempre la stessa: basta acquisire il coupon per l’ingresso con visita guidata sul sito o negli infopoint allestiti durante il Festival in ogni città. Un coupon da 18 euro è valido per 10 visite, da 10 euro per 4 visite e da 3 euro è valido per un singolo ingresso. Per le passeggiate, coupon da 8 euro. Per le esperienze, i coupon sono di valore variabile. Consigliata la prenotazione on line su www.leviedeitesori.com. A chi prenoterà verrà inviata per mail una pagina con un codice QR con giorno/orario di prenotazione da mostrare all’ingresso dei luoghi sul proprio smartphone o stampata. In alternativa, ci si può presentare all’ingresso mostrando la pagina con il codice QR, ma si entrerà soltanto se ci sono posti disponibili. I coupon non sono personali e possono essere utilizzati da più visitatori, anche simultaneamente e in posti diversi, fino a esaurimento del loro valore. Per chi è sprovvisto del coupon “multiplo”, nei luoghi solo ticket da 3 euro. Le scuole o i gruppi possono scrivere a info@leviedeitesori.it. I coupon tracciabili sono donazioni scaricabili dalla dichiarazione dei redditi a organizzazioni non lucrative di utilità sociale. Centro informazioni: 091 8421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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