«Nonostante ripetuti inviti rivolti all’Asp Trapani, finalizzati ad avviare un’interlocuzione sui ristori alle famiglie colpite dal noto caso di malasanità, a oggi non è pervenuto alcun riscontro». A denunciarlo è un cartello di cinque avvocati (Vita Maria Ippolito, Riccardo Marceca, Vito Livadia, Salvatore Accardo e Niccolò Grossi) che difendono pazienti interessati dai ritardi nella consegna degli esiti istologici. La vicenda è quella che, in primis, denunciò la professoressa Maria Cristina Gallo di Mazara del Vallo e poi la maglia si è aperta con le successive denunce. Gli avvocati denunciano ora l’assenza di scuse ai cittadini che hanno subito il ritardo nella comunicazione degli esiti, «e la mancanza di una rassicurazione pubblica alla collettività circa l’adozione di misure idonee a impedire che un fenomeno di analoga gravità possa ripetersi in futuro». E i legali aggiungono: «la tutela della salute dei cittadini è questione di primaria rilevanza pubblica e istituzionale. Proprio per questo, l’atteggiamento sin qui tenuto dall’Asp Trapani appare, allo stato, privo di quella doverosa assunzione di responsabilità che la serietà della vicenda avrebbe invece richiesto».











