Il nome di Valerio Rizzo continuerà a viaggiare nello spazio. L’Unione Astronomica Internazionale ha intitolato al pianista e compositore, scomparso nel 2025, l’asteroide numero 151280, che da adesso porta ufficialmente il nome (151280) Valeriorizzo. Un riconoscimento dal fortissimo valore simbolico per lo straordinario musicista di Castelvetrano. L’intitolazione è stata pubblicata nel bollettino di settembre dell’Unione Astronomica Internazionale. Il corpo celeste, precedentemente identificato con la sigla 2002 AM188, era stato scoperto il 10 gennaio 2002 dal programma CINEOS a Campo Imperatore e si trova nella fascia principale degli asteroidi, tra Marte e Giove.

La proposta di dedicare l’asteroide a Valerio Rizzo è partita dall’astronomo Alessandro Nastasi, del Centro internazionale per le scienze astronomiche GAL Hassin, con il coinvolgimento dell’astronomo Fabrizio Bernardi. Dopo il confronto con la famiglia del musicista e il successivo iter previsto per questo tipo di intitolazioni, la proposta è stata accolta. Nella dedica viene ricordato il percorso artistico di Rizzo, pianista capace di muoversi tra musica classica e jazz, docente di Pianoforte jazz al Conservatorio “Arturo Toscanini” di Ribera e protagonista nel corso della sua carriera di numerose esperienze musicali e collaborazioni.

Un percorso che CastelvetranoSelinunte.it ha raccontato più volte negli anni. Già nel 2022 Valerio Rizzo era stato protagonista nella sua Castelvetrano con la rassegna “Johannes Jazz”, pensata in occasione dei festeggiamenti di San Giovanni Battista. In quell’occasione era tornato a suonare nella sua città dopo diversi anni, spiegando come la musica potesse diventare uno stimolo per «rimettersi in cammino e dare nuova vita alla nostra città».

L’arrivo del certificato ufficiale con i loghi NASA e IAU, è stato accolto dalla famiglia di Valerio con immensa emozione. “Chi ha avuto modo di conoscerlo – scrive oggi la sua famiglia – sa benissimo che Valerio si è sempre identificato come una persona speciale Dopo aver lasciato un segno indelebile su ognuno di noi, la sua luce continuerà a brillare attraverso un asteroide che porterà il suo nome, continuando la sua orbita attorno alla luce del sole e rappresentando un ponte ideale tra il suo operato sulla Terra e l’immensità dello spazio. Il fatto che la comunità scientifica internazionale  abbia riconosciuto il valore del contributo artistico di Valerio alla società, rappresenta per noi uno dei più alti attestati di stima.

A differenza delle onorificenze terrene, ricevere un simile riconoscimento ha un significato profondo. È una forma di immortalità, perché il nome di questo corpo celeste diventa permanente finché esisterà la civiltà umana.

Dopo la sua prematura scomparsa, il nostro giornale aveva raccontato anche l’enorme patrimonio di affetto lasciato dal musicista. Numerosi artisti da tutta Italia avevano affidato ai social ricordi e testimonianze, mentre Castelvetrano si preparava a tributargli l’ultimo saluto. Tra i tanti omaggi anche la poesia “Valerio Musicista” di Elena Basile, pubblicata sulle pagine di CastelvetranoSelinunte.it.

A rendere ancora più suggestiva l’intitolazione dell’asteroide è il rapporto che la musica di Valerio aveva già instaurato con il cielo. Nella dedica dell’Unione Astronomica Internazionale viene infatti ricordato anche “Colmare D’Argento“, album jazz pubblicato postumo. All’interno del disco compare il brano “M101”, ispirato ad una galassia a spirale nella costellazione dell’Orsa Maggiore. Il brano è caratterizzato da una scrittura musicale ampia e circolare, concepita per evocare il lento ruotare della galassia. Un dettaglio che oggi assume un significato particolare: quella suggestione astronomica presente nella sua musica sembra trovare una continuazione nel corpo celeste che porterà permanentemente il suo nome.

(151280) Valeriorizzo entra così nella nomenclatura astronomica internazionale. Un nome partito da Castelvetrano, passato attraverso i tasti di un pianoforte e arrivato, adesso, tra gli asteroidi del Sistema solare.

AUTORE.