L’ultimo atto, su prescrizione dell’Asp Trapani, è quello di attrezzare il laboratorio medico all’interno del rifugio sanitario per cani di Castelvetrano. Il comandante della Polizia municipale Giuliano Panierino sta provvedendo all’iter su Mepa. Chiuso dal 2023 il rifugio sanitario di via Errante vecchia a Castelvetrano potrebbe riaprire già nelle prossime settimane. Seppur i box accolgono alcuni cani, gestiti dal canile Viardi di Sambuca e dall’opera insostituibile dei volontari di Oipa ed Enpa, il resto della struttura (la zona uffici, s’intende) è stata chiusa nel 2023 dopo l’ispezione dell’Asp Trapani che ne ha rilevato carenze strutturali prescrivendo al Comune di intervenire. Lavori che sono durati anni e che non sono bastati per poter riaprire, ad oggi, la struttura: bisognava arredare con attrezzatura sanitaria specifica la sala visite utilizzata dai veterinari anche per le microcippature. Da qui questo ultimo atto che in queste settimane dovrebbe concludersi.
La chiusura del rifugio sanitario per cani riaccende i riflettori, se mai si sono spenti, sul problema randagismo affrontato dai Comuni. Castelvetrano, ad esempio, paga poco più di 20 mila euro mensili al canile di Sambuca per 184 cani catturati sul territorio castelvetranesi e ospitati lì. Il resto dell’attività territoriale è affidato ai volontari: «ci occupiamo di sfamare cani e gatti randagi, recuperare animali in difficoltà, portarli dal veterinario e cercare sistemazioni per quelli che non possono rimanere per strada – raccontano Cristina Morrione, Marisa Palermo, Chiara Messina e Francesco Gigante – ma non possiamo continuare a pensare che debbano essere sempre e solo i volontari a risolvere un problema che riguarda tutta la comunità». I volontari puntualizzano che non sono un servizio pubblico, «non abbiamo mezzi infiniti, strutture comunali a disposizione o risorse economiche illimitate. Spesso ci ritroviamo con le case piene di cani e gatti recuperati, mentre continuiamo comunque a girare per la città per dare da mangiare agli animali che vivono per strada», aggiungono i volontari. È la stessa situazione che vivono i volontari dell’associazione “A…fido OdV” di Campobello di Mazara: un impegno quotidiano senza orari sostenuto da tante donazioni private.

Il rifugio sanitario di via Errante vecchia a Castelvetrano.












