Musica pop, rock e poi, in finale di serata, la canzone “Faccetta nera” intonata dal cantante del gruppo musicale, con alcune personale che hanno fatto il saluto fascista col braccio teso. È successo all’Approdo dei Saraceni di Torretta Granitola e la vicenda ha scatenato la polemica. A documentare quanto è successo c’è un video che gira sui social e che è diventato virale. L’episodio è stato condannato dal Pd di Mazara del Vallo: «quanto accaduto all’Approdo dei Saraceni non può essere liquidato come semplice goliardia», si afferma in una nota, in cui si ricorda che qualche mese fa, nello stesso locale, l’esecuzione di “Bella ciao” sarebbe stata interrotta. «Oggi – continua il Pd – evidentemente per una singolare idea di par condicio, si lascia invece suonare “Faccetta nera”, mentre alcuni presenti accompagnano il brano con il saluto romano. È necessario ricordare che non esiste alcuna equivalenza tra “Bella ciao”, simbolo della Resistenza dalla quale è nata la nostra Repubblica democratica, e una canzone della propaganda fascista e colonialista. Il problema non è soltanto ciò che pensavano i singoli ragazzi presenti, ma la leggerezza con cui simboli e gesti legati alla dittatura vengono proposti, tollerati e trasformati in intrattenimento».
I proprietari del locale, con un post su Facebook, hanno ribadito che l’intonazione di “Faccetta nera” è avvenuta «in un contesto esclusivamente goliardico, senza alcuna volontà da parte della gestione di sostenere, celebrare o promuovere ideologie politiche o nostalgie legate al fascismo». E aggiungono: «Si poteva evitare? Sì. Proprio per questo l’esecuzione è durata soltanto pochi secondi, il tempo necessario per accorgerci di quanto stesse accadendo e chiedere che il brano venisse interrotto. Nel corso della stessa serata è stata eseguita anche “Bella ciao” e, in tante altre occasioni, il repertorio proposto nel nostro locale ha spaziato tra generi, epoche e perfino canti religiosi. Il contesto è sempre stato quello della musica, del divertimento e dello stare insieme, mai quello della propaganda politica».

Un frame tratto dal video che circola sui social.












