Sarà stata colpa della crisi dello Stretto di Hormuz o delle tensioni geopolitiche nel Medio Oriente, sta di fatto che il carburante in Italia continua ad aumentare e in Sicilia si registrano i prezzi tra i più alti del Paese. A Pantelleria, per esempio, la benzina oscilla tra 2,589 €/l e 2,789 €/l e il diesel tra i 2,699 €/l e i 2,899 €/l, a fronte di una media nazionale (dati del 4 settembre 2026) di 2,046 sulla rete stradale e 2,134 in autostrada, mentre il diesel costa 2,157 euro in strada e 2,233 in autostrada, secondo i dati resi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. «Un aggravio insostenibile per le imprese siciliane», denuncia CNA Trapani, facendo riferimento in particolare alle imprese agricole e dell’autotrasporto della provincia, che inevitabilmente coinvolgono anche gli altri comparti. «Già la situazione è segnata da elevati costi logistici e dalle carenze infrastrutturali che penalizzano il sistema produttivo dell’Isola rendendolo chiaramente meno competitivo di quello di altre regioni d’Italia», aggiungono da CNA.

«Se ai costi già elevati legati alla condizione insulare, si aggiunge anche un prezzo del carburante così alto, il rischio è quello di arrivare al collasso del nostro sistema produttivo. Il confronto con la media dei prezzi europei o con quella di altre isole minori quali Malta (dove un pieno di 60 litri di gasolio costa circa 56 euro in meno rispetto a quanto costa in Italia, ovvero ben il 44% in meno) è inevitabile. Un dato che dimostra quanto le misure finora adottate dal Governo nazionale siano insufficienti e inadeguate a fronteggiare la situazione», dicono Francesco Cicala e Giuseppe Orlando, segretario e presidente CNA Trapani. Da qui la richiesta urgente alla Regione Siciliana affinché intervenga per far valere le necessità derivanti dalla condizione di insularità nei confronti del Governo nazionale.

L’impianto di rifornimento sull’isola di Pantelleria: diesel a quasi 2,80 euro.

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