«Questi luoghi è giusto che tornino a vivere nella memoria di tutti noi». È l’appello che lancia Mariano Ferraro per l’ex aeroporto militare 511 di Castelvetrano. L’appassionato di storia e di territorio da tempo si occupa di studiare quello che resta dell’ex aeroporto. Oltre la pista c’è la zona di comando e logistica, anche questa abbandonata, che conserva, però, testimonianze straordinarie degli anni ’40. Recenti sopralluoghi hanno portato alla luce piccole nicchie votive incise sulla roccia all’interno dei tunnel di sicurezza. Decenni fa ne aveva parlato già lo storico Enzo Napoli. «Queste nicchie rievocano uomini votati alla preghiera – dice Mariano Ferraro – nel momento in cui le bombe cadevano e seminavano la morte». L’area dell’ex aeroporto è di oltre 100 ettari sulla quale c’è già un progetto per installare un mega impianto fotovoltaico. Nella zona di comando e logistica restano i ruderi degli alloggi del personale, i rifugi, le casematte, i tunnel sotterranei articolati su più livelli, le vasche destinate ai pezzi della difesa contraerea.

«L’aeroporto ebbe un ruolo importante già negli anni Trenta, anche nei collegamenti con l’Africa, e assunse una funzione ancora più strategica durante il conflitto mondiale. Il cielo sopra Castelvetrano e il territorio circostante divennero teatro di incursioni, combattimenti e bombardamenti», racconta sui social Gaetano Perlongo, editore de “Il Tarlo”, che recentemente è stato in visita all’ex aeroporto. Di quella stagione esistono fotografie, documenti, libri e memoriali, anche grazie all’opera certosina di ricerca fatta dall’architetto Maurizio Tosco. «È difficile, allora, non provare un senso di amarezza davanti allo stato attuale del sito. Non valorizzare un bene non significa che quel bene non abbia valore. Significa, piuttosto, che non siamo stati capaci di riconoscerlo e di difenderlo», scrive ancora Perlongo.

La zona logistica dell’ex aeroporto (foto tratta dal profilo Fb di Mariano Ferraro)

I tunnel sotterranei dell’ex aeroporto militare di Castelvetrano (foto tratta dal profilo Fb di Mariano Ferraro).

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