Tre anfore e un basamento marmoreo, sequestrati nel 2024, sono stati restituiti all’imprenditore Gianfranco Becchina di Castelvetrano. A disporlo è stato il Tribunale di Trapani. Si tratta di un basamento in marmo di età ellenistico-romana raffigurante scene mitologiche e tre anfore tardo romane. La corte di Appello di Palermo aveva già annullato il decreto di primo grado che aveva disposto il sequestro dell’intero patrimonio personale e societario della famiglia Becchina, ordinandone la restituzione integrale dei beni. Anche la Procura della Repubblica aveva chiesto la revoca del sequestro e il rigetto della proposta di confisca.

Gianfranco Becchina, 87 anni, per decenni è stato un mercante d’arte e antiquari sulla scena internazionale. A Basilea per oltre 40 anni ha tenuto aperta la galleria Palladion Antike Kunst. La misura di prevenzione nei confronti di Becchina è nata da presunti rapporti con la mafia di Castelvetrano e da ipotesi di traffico illecito di reperti archeologici. Le stesse indagini che avevano originato la richiesta di misure di prevenzione, hanno condotto la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo a chiedere e ottenere nel 2018 l’archiviazione del procedimento penale, nel quale si ipotizzava l’esistenza di rapporti economici tra Becchina e Matteo Messina Denaro. Becchina è difeso dagli avvocati Francesco Bertorotta, Giovanni Miceli e Marco Lo Giudice.

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