E se il Parco archeologico, alla fine, diventasse l’ente “portatore di interesse” che fa da pungolo affinché a Marinella di Selinunte potesse nascere un porto turistico degno di questo nome? L’incontro di ieri sera (giovedì 20 agosto) al Parco – il secondo della rassegna “Confini, il Mediterraneo come origine” – è stato «un punto di partenza», come l’ha definito il direttore Felice Crescente. L’occasione è stata quella di parlare della portualità siciliana oggi, a partire da Selinunte che sulla foce del Modione la città antica aveva il suo porto. Oggi la questione s’è spostata a Marinella di Selinunte dove i pescatori aspettano da decenni un porto sicuro e praticabile. È questo sul quale sono accesi i riflettori e gli interventi, annunciati per ieri sera, dell’assessore regionale alle infrastrutture Alessandro Aricò e di Annalisa Tardino che guida l’Autorità portuale della Sicilia occidentale avrebbe potuto dare qualche ulteriore elemento di discussione. Ma sono stati assenti, seppur invitati.

Avanti col lavoro sul progetto del nuovo porto a Marinella di Selinunte s’è portata, invece, l’Amministrazione comunale. Agli atti c’è un vecchio progetto con la riqualificazione dell’area portuale, 500 posti barca e servizi annessi. «Abbiamo messo le somme in bilancio per dare l’incarico di revisione di quel progetto – ha detto il sindaco Giovanni Lentini – pensiamo a qualcosa di più ridimensionato e sostenibile. Dall’Assessorato regionale al territorio abbiamo ricevuto l’ok per nuove conferenze di servizio».

Pensare a un nuovo porto di Marinella di Selinunte solo per soddisfare i bisogni dei pescatori è però un’idea balzana. Ecco perché nella discussione di ieri sera s’è parlato di «sistema portuale integrato»: «Non si può guardare alla singola località turistica – ha detto Felice Crescente – ma a tutto ciò che il territorio può offrire». Ricalcando il “modello” degli antichi selinuntini: si arrivava dal mare al porto e poi si andava per tutto l’entroterra. «Bisogna ripensare al ruolo della portualità siciliana», ha detto il giornalista Ernesto Oliva. Il Governo, per bocca di Rosario Marchese, consigliere del ministro delle politiche del mare Nello Musumeci, sta lavorando alle linee guida dei porti turistici: «Siamo partiti da un decreto del ’97 – ha detto Marchese – poi nel tempo modificato, oggi siamo al punto di arrivo per pubblicare le linea guida». L’ammiraglio Nerio Busdraghi, toscano d’origine e consulente dell’associazione armatori trasporto passeggeri, ha lanciato una proposta per la Sicilia: perché non pensare a un’autorità portuale per porti e marine turistiche distinta dalle autorità che si occupano dei porti commerciali? Un’idea già messa in atto con successo in Toscana.

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