Spesso il comportamento negativo di pochi finisce per rappresentare un’intera generazione. È questo l’errore che si fa quando si parla dei giovani. Una percezione che fa guardare i giovani, anche i minorenni, con diffidenza e pregiudizio e sempre meno con fiducia e comprensione. E sarà capitato pure a qualche adulto nella via 155A di Triscina dove la notte di San Lorenzo sono stati buttati a terra dei motori parcheggiati, scarti di gamberi e limoni rovesciati dentro i caschi che erano appesi alle moto e una vettura 50cc di una ragazzina rigata, presumibilmente, con una chiave. La segnalazione è giunta al nostro giornale da uno dei giovani del gruppo che ha parcheggiato in quella strada per poi raggiungere la spiaggia dove si era organizzato per veder le stelle nella notte di San Lorenzo.
«Poco prima un signore che abita in quella strada ci aveva fatto capire che ce ne dovevamo andare – spiega il minorenne a CastelvetranoSelinunte.it – perché, qualche sera prima, altri ragazzi avevano buttato a terra motori». Ma il gruppo arrivato lunedì sera non aveva certo intenzione di fare baldoria. «Noi ragazzi siamo solo scesi in spiaggia per andare a vedere le stelle e salendo abbiamo visto questo scempio dal forte gusto di un dispetto. Non possiamo mai immaginare che altri nostri coetanei vengano a buttare gli scarti di gamberi e limone nei nostri caschi», ammette il minorenne che ha fatto la segnalazione al nostro giornale: «noi abbiamo ricevuto l’educazione dai nostri genitori di non lasciare nulla in spiaggia e di rispettare le regole».
Il fatto successo in via 155A a Triscina fa riflettere: tra adulti e giovani c’è ancora spazio per fiducia, ascolto e comprensione? Se quanto verificatosi è opera di un adulto, diffidenza, pregiudizio e comportamenti punitivi rischiano di creare distanza e conflitto, invece di aiutare i ragazzi a comprendere i propri errori. Generalizzare a chi aiuta?










