Si inaugura sabato 11 luglio, ore 19, nell’ex chiesa Santa Caterina a Gibellina vecchia la mostra personale “Nella luce meridiana” di Vincenzo Nucci, a cura di Aldo Gerbino e Tanino Bonifacio. Le opere di Nucci in quel luogo simbolico (a pochi passi dal grande Cretto) significa intrecciare un dialogo artistico intenso sui temi della memoria, del trauma e della rinascita. «Se il Grande Cretto è una lacerazione del paesaggio, un sudario di cemento che ricalca le antiche strade della città e ne cristallizza la memoria e il trauma, la pittura di Nucci è vibrazione di luce calda riverberata sul paesaggio naturale. Una luce che non accarezza semplicemente le cose, ma scaturisce dalle stesse sostanze basiche del paesaggio», spiegano i curatori.
Con la mostra il visitatore può costruire un proprio sguardo, fisico e spirituale, che spazia dal candore del Grande Cretto alle calde e morbide atmosfere cromatiche delle tele di Nucci, vivendo la luce non solo come fenomeno naturale, ma come strumento di memoria, di redenzione, di rinascita umana e artistica. «L’uomo e il pittore Vincenzo Nucci, attraverso il dialogo poetico con il Grande Cretto e le rovine di Gibellina, si conferma custode di una bellezza sacra, senza tempo, capace di far risorgere la vita dalle macerie attraverso la purezza della sua luminosa pittura», aggiungono i curatori.

Vincenzo Nucci.











