Il Tribunale del Riesame di Palermo ha rigettato l’appello della Procura europea nell’ambito dell’inchiesta che ha coinvolto professori universitari, ricercatori e imprenditori per progetti finanziati con fondi UE. Niente misure cautelari, dunque, per la presunta maxi truffa che riguarda i finanziamenti ricevuti dal dipartimento Stebicef dell’Università di Palermo. Al momento non si conoscono le motivazioni della decisione. Nell’inchiesta sono coinvolte anche due ditte di Campobello di Mazara, la “Gesan production” e la “Bono e Ditta”. Per i due amministratori, Mauro Cudia e Salvatore Ditta già il gip aveva respinto la richiesta degli arresti domiciliari da parte della procura.
In una nota del gruppo Gesan, resa pubblica stamattina, l’amministratore unico Mauro Cudia e l’avvocato Mariella Gulotta evidenziano che «nel corso del procedimento, la difesa ha puntualmente evidenziato l’insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, oltre alla mancanza delle esigenze cautelari, elemento, quest’ultimo, già puntualmente evidenziato dal gip». Nella nota è chiarito che «la difesa continuerà, con determinazione, a dimostrare la totale estraneità dell’amministratore ai fatti contestati anche nel corso delle successive fasi del procedimento, così come a tutelare gli interessi delle società. L’amministratore Mauro Cudia accoglie con soddisfazione il provvedimento emesso dal Tribunale del riesame, che rappresenta un importante risultato in una fase delicata del procedimento – quale quella cautelare – e ribadisce la piena fiducia nel lavoro della magistratura».

AUTORE. Redazione










