Indignazione e preoccupazione. È quello che provano gli associati de “I guardiani del territorio” per la diga Trinità di Castelvetrano dove, nonostante i lavori di adeguamento prescritti sono stati completati, l’acqua in eccesso viene ancora sversata in mare. «In un territorio che negli ultimi anni ha sofferto crisi idriche gravissime, vedere l’acqua disponibile che non viene trattenuta mentre si attendono passaggi amministrativi e autorizzazioni formali è qualcosa che non può essere accettato», è quello che scrivono in una nota. Per l’associazione «non è più il tempo delle carte che passano da un ufficio all’altro mentre l’acqua scorre via. È il tempo delle decisioni», spiegano. Intanto il Giornale di Sicilia scrive che il commissario straordinario per l’emergenza Salvo Cocina ha inoltrato al Ministero delle infrastrutture (proprietario dell’invaso) la richiesta per consentire un accumulo maggiore d’acqua nella diga, grazie ai lavori prescritti già completati. Così facendo, se il Ministero autorizza, si evita lo sversamento d’acqua a mare. Sabato 21 marzo, ore 10, alla diga Trinità è stato organizzato un presidio di protesta.











