La vicenda giudiziaria che ha travolto il segretario della Democrazia Cristiana Totò Cuffaro ha riacceso i riflettori su etica e morale in politica. Il Presidente della Regione Renato Schifani ha estromesso dalla Giunta regionale gli assessori in quota Dc, Nuccia Albano e Andrea Messina e non è escluso che i posti di sottogoverno ricollegati al partito di Cuffaro possano saltare da un momento all’altro. C’è, dunque, fermento e discussione. Anche lì dove la Dc ha avuto un ruolo determinante nelle amministrazioni locali. A Castelvetrano, ad esempio, in Giunta c’è Rosalia Ventimiglia che del partito di Cuffaro è dirigente nazionale. E poi anche il presidente del consiglio Mimmo Celia e il consigliere Salvatore Stuppia. Da qui l’intervento del gruppo territoriale del M5S (guidato da Salvatore Di Benedetto) che chiede «un approfondimento sul tema». In soldoni i pentastellati vogliono sapere cosa ne pensa il sindaco Giovanni Lentini dei gravi fatti e se saranno prese le «dovute distanze».

Chiarimenti che chiede anche il Pd, «ma in consiglio comunale e non sui media come ha fatto l’assessore Ventimiglia» dicono il segretario Marco Campagna e il capogruppo Monica Di Bella. «Il silenzio istituzionale è stata la scelta dell’assessore ma il suo ruolo impone un senso di responsabilità e di coerenza etica». Più che il silenzio, per il Pd, c’è «imbarazzo politico e morale». E la questione del dibattito è tutt’altro che chiusa.

Marco Campagna del Pd.

Salvatore Di Benedetto (a destra) che guida il gruppo territoriale M5S.

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