Il Sindaco della città di Castelvetrano, Dr. Gianni Pompeo, alla presenza dell’Architetto Gaspare Bianco, della Soprintendenza ai Beni Culturali di Trapani, nonchè Direttore dei Lavori e responsabile del patrimonio architettonico della provincia, ha visitato il cantiere della chiesa di San Domenico.

Il capolavoro del manierismo siciliano sarà , entro pochi mesi, riaperto alla fruizione, presumibilmente per la fine dell’anno i lavori si concluderanno e la chiesa sarà nuovamente aperta al pubblico.

Insieme al sindaco Pompeo ed all’architetto Bianco, ieri in visita al cantiere,erano presenti anche il responsabile comunale di Legambiente arch.Giuseppe Salluzzo ed il prof alberto Felici dell’Università di Pisa. Come ha spiegato Bianco l’idea che si sta qui concretizzando è quella di “Un cantiere che fa scuola”.


nella foto da sin Alberto Felici, Gaspare Bianco, Gianni Pompeo e Giuseppe Salluzzo

Il cantiere di restauro della chiesa di San Domenico di Castelvetrano costituisce una opportunità di studio delle tecniche impiegate dai Ferraro da Giuliana per la realizzazione di questo che è il loro capolavoro indiscusso, commissionato nella seconda metà del Cinquecento da Don Carlo d’Aragona e Tagliavia, principe della città.

Questo articolato progetto didattico coinvolge l’Accademia di Belle Arti di Palermo, dove il progetto è stato già presentato lo scorso 26 aprile, come anche la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI) di Lugano i cui docenti sono in questo momento impegnati in cantiere nelle attività di formazione permanente rivolte all’equipe di restauratori che intervengono sul capolavoro dei Ferraro. Il sindaco Pompeo è rimasto colpito dalla maestosità degli stucchi e dall’albero di Jesse che sono capolavori unici al mondo. Va ricordato che la chiesa di San Domenico di Castelvetrano è la più alta espressione del manierismo siciliano, è la Sistina di Roma all’ennesima potenza e l’albero di Jesse è il più straordinario esempio di arte che abbiamo».

L’intervento conservativo è stato finanziato per 1.133.795,69 euro con somme del Por 2000/2006. In questo monumento, decorato tra il 1574 e il 1580 dagli stucchi di Antonio Ferraro, si legge un significato latente o palese in ogni suo punto. Vi è un racconto che inizia dalla cappella del Rosario, che si trova a sinistra, prosegue nella parte centrale in cui S. Domenico è raffigurato mentre annaffia un albero dal quale fuoriescono coroncine e prosegue nella navata a destra, nella Cappella del Crocifisso. Nella navata centrale, alta dieci metri, vi sono statue a sbalzo alte tre metri, mentre nell’arco di trionfo sono sviluppati i temi dell’Antico e del Nuovo Testamento in una maniera simbiotica ed eccezionale.