Era il 2009, Lucio Dalla sedeva negli studi di Leitv dove si stava registrando “Scusi lei è favorevole o contrario?”.

Maria Latella, la conduttrice del programma, chiese:
“Che cosa pensa dei politici che partecipano ai funerali di Stato?”

Dalla rise e chiuse l’intervista con una battuta:
“Questa sì è una buona ragione per non morire”.

Il mistero sul tesoro di Dalla

I parenti stretti di Lucio Dalla sono tutti deceduti. Il testamento sembra non sia mai stato redatto.

Non era nello stile di Lucio fare un elenco di beni materiali, a lui non interessava la ricchezza” dichiara Marco Alemanno, da decenni amico fidato del cantante. Un patrimonio impressionante, composto da numerose ville, il palazzo di via D’Azeglio, terreni, opere d’arte e diritti d’autore. Decine di milioni di euro che non si sa che fine faranno.

Lucio Dalla, però, un gran bel progetto ce l’aveva. Da anni stava lavorando alla costituzione della Fondazione Lucio Dalla. Voleva regalare alla città un laboratorio d’arti e musica, un aiuto, un trampolino di lancio per i giovani talentuosi. Avrebbe voluto farlo diventare l’elemento distintivo della sua Bologna.

Sarebbe bello se la sua eredità potesse essere utilizzata per avviare il suo laboratorio, “Ma non so, ora senza Lucio, che fine farà”, dice Eugenio D’Andrea, avvocato e grande amico di Dalla.