Elisabetta PozziNell’ambito della rassegna teatrale “Stranizzi di Scena”, diretta dal professor Giacomo Bonagiuso, domani sera 26 marzo, al Teatro Selinus, con inizio alle ore 21, andrà in scena Annie Wobbler un testo di Arnold Wesker che vedrà Elisabetta Pozzi nei panni di tre donne.

Una vecchia signora sola e abbandonata, una sorta di barbona che va a servizio da una povera famiglia di ebrei, ricorda la sua triste vita e descrive la famiglia presso cui lavora. Quando ha finito, si toglie gli stracci che ha indosso e si trasforma in ANNA, una donna dai capelli rossi vestita con un abito nero.

E’ una studentessa che si è appena laureata in Francese e sta decidendo se andare all’appuntamento con il suo ragazzo. Quando la scena finisce, si toglie la parrucca ed il vestito nero e diventa ANNABELLA, una scrittrice il cui terzo romanzo è un grande successo. Nel corso della serata sarà consegnata alla straordinaria attrice la targa intitolata a Riccarda Cusimano, che nelle due precedenti edizioni è andata a Pamela Villoresi ed Anna Maria Guarnieri. Nella motivazione si legge: “ Per aver intrapreso l’affascinante e coraggioso viaggio nel cuore più segreto della drammaturgia ; e per aver ritrovato proprio lì, nelle pieghe più ascose del monologo, la capacità che ha il tetaro di raccontare emozioni e storie”.

Sono ancora disponibili biglietti al botteghino, che si può chiamare per reperire informazioni al 0924.907612, i prezzi sono € 18 (poltrona e palco centrale), € 15 ( palco laterale); € 11 ( loggione)


Breve Biografia
Elisabetta Pozzi Attrice genovese di formazione allo Stabile di Genova ha debuttato a diciassette anni ne Il fu Mattia Pascal di Pirandello, regia di Luigi Squarzina (1974) accanto a Giorgio Albertazzi, con cui ha lavorato in molti spettacoli tra cui Peer Gynt e Antonio e Cleopatra. Attiva soprattutto in teatro, ha lavorato anche in cinema e TV; dal 1979 è nell’ensemble del Teatro di Genova dove lavora tra l’altro in Re Nicolò di Wedekind, Le tre sorelle di Cechov, Terra sconosciuta di Schnitzler, ne La putta onorata e La buona moglie di Goldoni e in Arden di Feversham per il quale ottiene il Premio UBU.

In seguito lavora tra gli altri con Jonathan Miller (Misura per misura, 1987) e Aldo Trionfo (Francesca da Rimini, 1988) e nel 1988-89 al Teatro di Genova trionfa con Giacomo, il prepotente di Giuseppe Manfridi. Nel 1989 prende parte alla produzione del Teatro Stabile di Parma (allora Collettivo) de Il Gabbiano di Anton Checov, regia di Walter Le Moli. Tra i suoi maggiori spettacoli del decennio 1990-2000: I serpenti della pioggia di Enquist, regia di Franco Però (1990), per il quale ottiene ancora il Premio UBU, Zio Vanja di Cechov regia di Peter Stein (1996) e Il lutto si addice a Elettra di O’Neill per la regia di Luca Ronconi (1997), per cui ha ottenuto il Premio Ubu, Max Gericke di Manfred Karge per la regia di Walter Le Moli e Adelchi (in cui era al fianco di Carmelo Bene); recentemente è stata Amleto per la regia di Walter Le Moli.