“Sono uscito dall’azienda – si sfoga Ingrasciotta – non per paura delle misure di prevenzione, ma perché per un mio vecchio reato, non avevo più i requisiti morali. Io mi sono ritrovato in questa situazione perché ho ‘obbligato‘ la Asl. Mi sono accorto che la Asl aveva dato alla “Dds” senza nessuna gara, un appalto da 12 milioni di euro. Così sono andato da un politico, Franco Bonello, ho avuto tutti i documenti; ho presentato ricorso al Tar ed ho vinto. Sono andato davanti al Consglio di Stato, dove stranamente era presente anche l’Asl, con la Dds, ed ho vinto. Dopodichè hanno obbligato l’Asl a indire una gara d’appalto. La Dds dava 78mila euro all’anno. Guarda caso, quella gara d’appalto, se l’è aggiudicata la “Coffee Time”, di Sanremo, per circa 420 mila euro; la Dds che ne dava 360mila euro arriva seconda. Io aspettavo per firmare la gara d’appalto e, guarda caso, prendono fuoco 12 furgoni della Dds. Io sono stato implicato in qualcosa in cui no c’entravo niente e ci sono anche le archiviazioni dei carabinieri”.

Questa mattina, il Centro Operativo della DIA di Genova, in collaborazione con il personale della Compagnia della Guardia di Finanza di Sanremo, ha dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Sanremo nei confronti della ‘Coffee Time Srl’, con sede a Sanremo in via Armea 134.

Il provvedimento è stato emesso in accoglimento della richiesta della Procura della Repubblica di Sanremo in seguito all’attività investigativa svolta dal Centro Operativo della Dia di Genova che ha consentito di acquisire gli indizi sul fittizio trasferimento della titolarità della ‘Coffee Time’ da Giovanni Ingrasciotta, 51 enne originario di Castelvetrano, pregiudicato ritenuto in collegamento con personaggi collegati al clan mafioso capeggiato dal noto boss latitante Matteo Messina Denaro, ad altri per eludere l’adozione di misure patrimoniali antimafia nonché provvedimenti interdittivi a stipulare contratti con la Pubblica Amministrazione.

L’attività è nata da tre interdirtive, emesse dal Prefetto di Imperia a carico della Coffee Time, che si era aggiudicata un appalto di concessione del servizio di ristorazione bandito dall’Asl 1 imperiese. La prima interdittiva era stata emessa nel settembre 2010 perché erano stati evidenziati collegamenti di contiguità della ditta con ambienti criminali. Una ulteriore interdittiva è stata emessa nel dicembre 2010 a seguito di una richiesta di revisione del provvedimento in cui veniva segnalata la cessione delle quote da parte dell’Ingrasciotta alla figlia e la nomina quale legale rappresentante di un soggetto originario di Palermo, questi ultimi entrambi dipendenti della società.

Per ultimo, nell’aprile scorso, il Prefetto ha emesso una terza interdittiva, anche se le quote erano state cedute ad un altro amministratore unico. Il passaggio di incarichi e di quote ha indotto la Dia di Genova ad avviare una mirata attività investigativa che ha consentito al Gip di Sanremo di emettere il provvedimento eseguito questa mattina. Contemporaneamente sono state effettuate anche perquisizioni a carico degli indagati. Il valore complessivo dell’impresa sequestrata, la cui gestione è stata affidata ad un amministratore nominato dall’Autorità Giudiziaria, è di circa 3 milioni di euro.

Carlo Alessi
per www.sanremonews.it