lobue.jpgUn plico con all´interno una cartuccia calibro 12 e due biglietti con minacce di morte. Una grave intimidazione che sembra portare la firma di Cosa Nostra e che ha come vittima la Casa dei Giovani, onlus diretta da Don Salvatore Lo Bue e affidataria di due beni confiscati alla mafia a Castelvetrano, in provincia di Trapani. Il plico è stato ritrovato in un terreno di Contrada Latomie, all’interno di un podere che fu di Bernardo Provenzano. Uno dei biglietti faceva riferimento ad un incendio verificatosi pochi giorni fa in un’altra azienda agricola gestita dalla Casa dei Giovani e appartenuta al boss Matteo Messina Denaro. In quell’occasione rimasero uccise 37 pecore ed andò distrutta dal fuoco un’automobile.

Ancora una volta Cosa Nostra prende di mira le aziende nate in terreni confiscati, un simbolo per la legalità e di contro una minaccia al potere economico e culturale mafioso. Nei due terreni gestiti dalla Casa dei Giovani si alleva bestiame, ma viene anche prodotto l’olio d’oliva biologico Libera Terra diventato famoso in tutto il mondo e di recente scelto in Germania tra i migliori 200 oli del mondo. Le attività svolte si spingono anche oltre la produzione, con i progetti di educazione alla legalità che hanno già visto ospitare oltre 5.000 studenti di varie scuole italiane.

Solidarietà alla Casa dei Giovani e a Don Salvatore Lo Bue è stata espressa dal sindaco di Bagheria, Biagio Sciortino, che qualche giorno fa si era recato a far visita alla comunità terapeutica insieme a tutti gli assessori. “E’ un gesto intollerabile – scrive il Sindaco – non solo per la carica di violenza che porta con sé e per i danni che arreca ma anche perché mira a deviare i tanti giovani che nella comunità credono e sperano”. Vicinanza e solidarietà è giunta anche dal presidente del Consiglio comunale, Bartolo Di Salvo, dai Democratici di Sinistra e dal gruppo Bagheria Democratica.

(Fonte. 90011.it)