stefania petyx palermo ztlQuando il giornalismo diventa un “servizio” reso alla gente, nel vero senso della parola, e quando giornalismo significa ancora ricerca ed investigazione.

Quando il giornalismo costa notti insonni a studiare carte e leggi e centinaia di pagine. Quando il giornalismo non si ferma alla notizia ma le va dentro sino in fondo, quello è giornalismo di rango.

E quando il giornalismo è tutto questo allora, 99 volte su 100, reca la firma di Stefania Petyx.

Scrive la Petyx :” Che questo benedetto rilascio pass e database delle auto ci stia costando un po’ troppo??”

“Non sono affatto contraria alla ZTL.
Il livello di inquinamento e traffico in questa città è diventato insopportabile.
Quindi ben venga un provvedimento severo al punto da sembrare carcerario, come la ZTL, se serve a risolvere il problema.
Ma serve davvero per i nostri polmoni oppure per rifocillare le casse ormai vuote del Comune di Palermo? Su questo aspetto in città girano opinioni diverse …
Abbiamo tutti capito che un’area di 700 ettari (zona A + B), controllata da soli 8 varchi video controllati, è una pagliacciata.
A maggior ragione se i varchi sono tutti in zona A, come nel nostro caso, per cui la zona B sarà come una grande giungla, con buona pace dei vigili urbani.
Eppure di ZTL si parla dal 2000, se non prima: come hanno fatto in otto anni a concepirne una così catastrofica?
Ho fatto alcune ricerche e qualcosa non torna.
Mi scuso per la lunghezza, ma l’argomento è complesso e merita attenzione.

La storia:
Per poter avere un quadro chiaro dobbiamo fare un passo indietro, al 2002, quando apparvero minacciosi cartelli in via Roma, con su scritto ZTL, e alcune strane telecamere.
Era la prima timida bozza di ZTL, le strutture ( co-finanziate con i fondi del progetto “domeniche ecologiche” ) costavano 310 mila euro, per metà finanziati dal Ministero dell’Ambiente.
Quindi con appena 150 mila euro il Comune acquistava i seguenti servizi.

– Allestimento di 4 canalizzazioni per il traffico in corrispondenza delle piste d’accesso alla Z.T.L. e predisposizione delle utenze elettriche e trasmissione dati verso il Posto Centrale
– Acquisto, installazione, collaudo apparati elettronici/software del Sistema di controllo Z.T.L.
– Costi per allacciamenti elettrici e telefonici; canone telefonico (ISDN/ADSL) per il 1° anno
– Campagna di informazione.

La gestione integrata del sistema era affidata ad una squadra composta da vigili urbani e tecnici del Comune, avvalendosi di software e data base già in possesso del Comune.
(la prova è in questa nota del Comune) Il sistema dei modelli di simulazione, il data base ed altri software collegati, quali il G.I.S., sono già in dotazione al Gruppo Mobilità della Ripartizione Urbanistica .
Quanto al rilascio pass, era affidato all’ufficio traffico e alle 8 circoscrizioni.


La Nomina:
Insomma, c’era tutto e a ottimo prezzo: allora perchè non hanno attivato la ZTL per 5 anni?
Misteri comunali….
Ma la soluzione arriva nel 2002, quando, con ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n°3255, il sindaco Cammarata diventa commissario straordinario per l’emergenza traffico; con questa carica può attuare le misure necessarie, saltando alcuni passaggi burocratici che normalmente rendono lento il percorso. Può per esempio appaltare velocemente infrastrutture come parcheggi, tram, anelli ferroviari, oppure, con ordinanze sindacali, stabile misure temporanee per l’emergenza inquinamento, come targhe alterne, chiusura temporanea al traffico (tipo le domeniche o i giovedì).

La legge di riferimento per la nomina dei commissari ( n° 400 del 23 agosto 1988), all’articolo 11 recita: “Al fine di realizzare specifici obiettivi o per particolari e temporanee esigenze di coordinamento operativo tra amministrazioni statali, può procedersi alla nomina di commissari straordinari del governo, ferme restando le attribuzioni dei Ministeri”.

L’intoppo:
Ma, com’è giusto che sia, valgono comunque alcune norme inderogabili anche per un commissario straordinario, come quella che obbliga le città con più di 30 mila abitanti a dotarsi di Piano Urbano del Traffico (PUT), approvato dal consiglio comunale. Il PUT va aggiornato ogni due anni ed è uno strumento necessario per istituire le ZTL. In mancanza di PUT, la richiesta di tariffe è ammessa solo in via temporanea e sperimentale e va corredata da una relazione con motivazioni e obiettivi del provvedimento.

La città di Palermo non ha il PUT e quindi non può istituire in maniera “permanente” la ZTL

Potrei fermarmi qui, infatti questo basterebbe a tagliare la testa al toro e fermare questa ZTL, ma visto che ci siamo, andiamo avanti.
Altro presupposto fondamentale per la creazione di ZTL è il potenziamento del trasporto pubblico per garantire una valida alternativa alle auto private.
Noi invece abbiamo la ZTL, non avendo ancora tram, metro, più autobus , car-sharing o bike sharing, per garantire gli spostamenti nella ZTL.
Tutto ciò priva ulteriormente di legittimità il provvedimento.
Tra parentesi queste cose il comune le sa per certo, e lo conferma il piano strategico della mobilità approvato dalla giunta comunale che elenca le cose da fare per istituire la ZTL.

Il fantomatico iter:

Normalmente i ricavi delle ZTL vengono restituiti ai cittadini sotto forma di investimenti in infrastrutture e servizi per la mobilità.
Nel nostro caso, purtroppo, in buona parte andranno ad una ditta privata per il solo servizio di gestione dei pass. È infatti la TD Group S.p.A. di Migliarino Pisano (PI) che si è garantita una sostanziosa parte di quei soldi , vincendo il 22 dicembre 2006 l’appalto per la gestione dei pass.

Detto ciò, vorrei sapere:

– Chi ha deciso di esternalizzare il servizio di gestione pass?
– Chi ha stabilito la congruità del servizio da appaltare ?
– Quali atti supportano tale decisione, delibere di consiglio? Di giunta? Ordinanze? Note? Post it?
– Chi si è accertato che tra i 7000 dipendenti del comune e società del comune come la Sispi, non ci fossero professionalità e competenze adeguate ?
-Come mai si decide di appaltare un servizio nel 2006, ma la delibera di giunta che stabilisce di appaltarlo è di agosto 2007?
(In pratica la giunta decide di fare un cosa già fatta un anno prima. Surreale)
-Come si appalta un servizio di gestione permessi per una ZTL di cui non esistono tariffe e confini, che ancora quindi è una bozza.

A dirla tutta, la cosa più grave è che si appalta un servizio sapendo che in assenza di PUT, per legge, la ZTL dovrà essere TEMPORANEA.
Anche se, a guardar bene, si capisce che la ZTL che ha in mente il Comune, di temporaneo non ha nulla.
Non vorrei infierire sul commovente tentativo di questi giorni, da parte del primo cittadino, di esser vittima di un “qui pro quo”. Preferiremmo sentir dire che ha cambiato idea, anche perché in caso contrario dovremmo chiederci dov’era mentre avveniva tutto ciò” (…).

E l’approfondita inchiesta di Stefania Petyx continua, scientificamente tesa a dimostrare l’assoluta illeggitimità delle ZTL, perlomeno stante ai modi ed alle procedure con cui il Comune di Palermo le ha concepite ed istituite.
La seconda tranche del reportage sarà pubblicata domani, su questo sito.

Alessandra Verzera
Direttore Responsabile – www.strettoindispensabile.it/overview