teatro selinus castelvetranoI nodi dominanti della tragedia di Euripide “Le Baccanti”, rivolti ancora non solo al presente ma persino al futuro delle generazioni a venire, sono fondamentalmente due: il tema dello straniero e il tema del sangue.

Lo straniero è l’ALTRO per antonomasia, il non stanziale, l’esule, il migrante, l’asiatico che bussa alle frontiere greche, il diverso, chi non è facile ricondurre a sé, il non assimilabile, colui che non parla la nostra lingua. Nei suoi confronti, nei confronti di Dioniso (l’ALTRO Dio rispetto all’Olimpo Ellenico) si abbatte il sospetto del potere ufficiale, incarnato dal Re Penteo.
Una violenza grottesca, che utilizza la forza militare per distruggere la diversità e arginare le transumanze nomadi delle radici culturali, in forza della quale Dioniso è misconosciuto e oltraggiato.

Ad una cecità così risibile e anacronistica il Dio risponde innescando il tema tipicamente tragico della “maledizione”: sulla casa di Penteo e sulla sciagurata Città di Tebe si abbatteranno, da questo misconoscimento in poi, solo sciagure. È il tema del sangue a dominare la scena. Il sangue visto come esibizione estrema della irredimibilità di una terra chiusa e gretta, di una terra protetta solo da frontiere ed eserciti e non dalle sue stesse fortissime idee e dai suoi solidi valori. Non c’è rimedium ai mali provenienti dalla hybris e innescati dal sangue. Penteo è sbranato dalla sua stessa madre convertitasi al rito del nuovo Dio Dioniso.

Quanta attualità in un solo classico che è alla radice di tutte le opere che hanno a tema la Città di Tebe (I Sette a Tebe, e l’intera saga di Edipo)! Un’attualità amara ma efficace che descrive una terra aspra proprio come la Sicilia e un’invasione nomade e migrante proprio simile a quella cui assistiamo ogni giorno. Una terra zuppa di sangue e che attende ancora una possibile panacea e redenzione. Euripide insegna, anzi suggerisce, che i muri non curano le ferite tra gli uomini e che la violenza chiama sempre e solo altra violenza. Una voce non politica che giunge dalla poesia.

Proiezione del cortometraggio in prima assoluta:
SABATO 26 GENNAIO 2008, ore 18
Presso il TEATRO SELINUS DI CASTELVETRANO

DIONISO: Giusy Galatà
PENTEO, Re di Tebe: Nicola Marchese
TIRESIA: Giulia Leone
IL CARECERIERE: Gianfranco Librizzi
AGAVE, madre di Penteo: Giovanna Olmo
LE BACCANTI: Miriam Barbera, Francesca Curatolo, Sara Cottone,
Giovanna Darbisi, Antonietta Falsitta, Letizia Fazzino,
Vitalba Ingrasciotta, Ilenia Mazzotta, Daria Risalvato
RIPRESE E MONTAGGIO: Marco Barone
REGIA: Giacomo Bonagiuso

Richiesta Info: 347/4587137

le baccanti